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Unknown Pleasures (2002)

Friday, 28 January 2011 11:57 Paolo Bertolin Film - Cina
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unknown_pleasures_0Con Xiao Wu (1998) e Platform (Zhantai, 2000), Jia Zhang-ke aveva conquistato l'oneroso titolo di cineasta portabandiera del giovane cinema cinese, conferitogli unanimemente dal gotha della critica mondiale, dai Cahiers du Cinéma a Positif, da Film Comment a Sight & Sound. La sua attesissima opera terza, Unknown Pleasures (Ren Xiao Yao, dal titolo di una canzone dei Joy Division) è stata accolta alla sua prima cannense nel 2002 dallo sconcerto generale, dall'insoddisfazione e il disappunto di gran parte della critica. Chi invece aveva già sostenuto i precedenti lavori di Jia, ha mantenuto le sue posizioni, proclamando anzi la rivelazione di un abbacinante capolavoro. Chi scrive ha ricuperato Unknown Pleasures all'edizione 2003 dell'International Film Festival Rotterdam, dove il film di Jia è stato un'epifania devastante.

Ispirandosi e ritornando ai luoghi del suo cortometraggio In Public, prodotto per la serie Digital Short Films By Three Filmmakers, che rivisto oggi parrebbe quasi un disseccato e astratto making of in forma di scouting delle location, di set che attendono di essere abitati, Jia affronta la titanica impresa di dire in cinema la generazione cinese dei men che ventenni, di restituire in immagini in movimento coloro che sono troppo giovani per ricordare Tiananmen, che non hanno memoria del grande spartiacque traumatico nella recente storia cinese e che vivono in un post di cui ignorano/vogliono ignorare i prodromi da cui è disceso. Figli di un neo-capitalismo eterodiretto, seguaci del mito di un "altrove" che si sposta in continue false prospettive, vittime di un ondivago fluttuare nello scorrere di un'esistenza su cui non hanno presa e non possono aver presa.
In una città della Cina settentrionale, prossima al confine mongolo, Xiao Jin e Bin Bin sono due amici diciannovenni che sperperano le giornate delle loro giovinezze in un tedioso farniente. Xiao Jin è però innamorato della pop star locale Qiao Qiao, e la sua ostinazione rischia di far breccia nella solitudine della ragazza. Bin Bin spera invece di entrare nell'esercito, ma viene riformato per un'epatite, di salvare la sua storia con una studentessa, ma quest'ultima deve trasferirsi per continuare gli studi.
Letteralmente alla deriva, come i suoi protagonisti, la macchina da presa di Jia si abbandona alle danze di piani sequenza liberissimi e soffocanti al contempo, in cui l'impossibilità di fuga da un luogo e da un tempo si ravvisa in un disagio pressoché fisico. L'arte di Jia raggiunge il parossismo simbolico e la perfetta compenetrazione di forma e contenuto in una delle sequenze di cinema che si stampano indelebili nel ricordo dello spettatore: Xiao Jin tenta ostinatamente di far partire la sua moto, ingolfata nel fango, tentativi strenui, testardi, si ripetono in un'irritata, disperata meccanicità. Formidabile cineasta del vuoto e dello scacco, Jia inscrive nella storia del cinema recente pure la dolorosa sequenza dell'addio di Bin Bin alla sua fidanzatina, ed un finale lapidario che lascia in preda a brividi di estatico disorientamento.
Le riserve e la freddezza con cui molti hanno accolto un'opera svettante come Unknown Pleasures ci paiono evidenza di come Jia, quale degno epigono dell'inarrestabile sperimentazione di un Hou Hsiao-hsien, si sia spinto in avanti nella sua appropriazione e potentissima ridefinizione del linguaggio filmico, e non solo di quello della cinematografia cinese. Il suo balzo in avanti, lo ha portato alla creazione di un'opera di abbagliante modernità, troppo in anticipo sul lento progredire dei gusti medi della critica più bradipica. Quali che siano gli sviluppi nella carriera di questo cineasta, questo suo terzo film si impone come uno dei monumenti del cinema mondiale prodotto nel 2002.

 


paese: Cina
anno: 2002
regia: Jia Zhang-ke
sceneggiatura: Jia Zhang-ke
attori: Zhao Wei Wei (Bin Bin), Wu Qiong (Ji Xiao), Zhou Qing Feng (Yuen Yuen), Wang Hong Wei (Wu Xiao), Bai Ru, Liu Xi An, Xu Shou Lin (Zhu)

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