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Warrior Lanling (1995)

Friday, 28 January 2011 12:01 Stefano Locati Film - Cina
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warrior_lanling_0Lanling è il guerriero designato della tribù della Fenice: dopo i riti propiziatori officiati dalla madre, sorta di sciamano e capoclan, Lanling deve affrontare il capo dei guerrieri della tribù delle Aquile Nere. Il guerriero veterano si rifiuta però di combattere contro il ragazzo, giudicato troppo bello ed effemminato per essere un uomo, quindi indegno di un duello. Ferito nell'onore, Lanling fugge nel folto della foresta. Intanto il suo villaggio viene messo a ferro e fuoco dagli invasori, e la madre, insieme alle altre donne, è costretta a concedersi in cambio della salvezza degli uomini. Tutto sembra perduto, ma la giovane Ying Ying riesce a trovare Lanling, convincendolo a ritornare.

Dopo aver avuto un segno premonitore mentre nuota sott'acqua, Lanling decide di costruire una terribile maschera demoniaca con il legno di un albero sacro. Indossatala, riesce a mettere in fuga i guerrieri nemici e a riconquistare la fiducia della tribù. Ma una volta indossata, la maschera non vuole più saperne di essere sfilata. Lanling diventa un demone assetato di sangue. Né l'unione con Ying Ying, né i tentativi della madre sembrano riuscire a placarlo...
Strana unione tra l'epicità scultorea di Conan il barbaro (John Milius, 1982) e i temi portanti di Onibaba (Shindo Kaneto, 1964), Warrior Lanling è un connubio insolito per il cinema cinese. Ambientato in un mondo preistorico in cui si parla una lingua ancestrale diversa dal cinese, come succedeva nell'analogo La guerra del fuoco (Jean-Jaques Annaud, 1981), rappresenta una sfida produttiva interessante. Non tanto dal punto di vista narrativo - la storia è stentata, lineare, prevedibile - quanto da quello della messa in scena. Il mondo in cui si muove Lanling è un coacervo di rituali, celebrazioni e animalità ritratti con convinzione ipnotica. Parte fondamentale e fondante è riservata alla danza: le musiche tribali e insinuanti costruite da He Xuntian si intrecciano con i movimenti sinuosi e ripetitivi di Yang Liping (una ballerina professionista) che strutturano la visione secondo la logica della trance, piuttosto che quella del coinvolgimento. Una fisicità diffusa che si trasforma in un fluire quasi erotico di corpi, pelle, spasmi e urla gutturali. La morale rimane comunque chiara: una volta indossata la maschera della morte, ovvero una volta accettata e introitata la funzione di latore di morte, è impossibile riguadagnare l'innocenza.
Il regista, Hu Xuehua, conosciuto anche come Sherwood Hu, rivolge l'attenzione alle impressioni estatiche di colori e paesaggi, costruendo un'opera visivamente maestosa. Non si tratta quindi di un film storico, né di un film d'azione - assenti scene di battaglia o duelli (non lasciatevi ingannare dalla copertina del dvd cinese, uscito di recente, che richiama con prepotenza King Arthur) - quanto del tentativo di una costruzione filmica che sconfini nel pittorico e nel paesaggistico. Consapevoli di quello cui si va incontro, un'esperienza intensa.

 


paese: Cina
anno: 1995
regia: Hu Xuehua
sceneggiatura: Wang Peigong, Hu Xuehua
attori: Lorenzo Callender (Lanling), Yang Liping, Ning Jing (Ying Ying)

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