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World, The (2004)

Friday, 28 January 2011 12:35 Armando Rotondi Film - Cina
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world_0The World (in originale Shijie) è un parco tematico poco fuori Pechino. È un mondo in miniatura, in cui i più famosi monumenti sparsi per il globo sono riprodotti in scala. In questo spazio assistiamo alla storia di Tao, dipendente del parco come ballerina: ama Taisheng, che a sua volta ama Qun. Intorno a questi personaggi ruotano le vicende degli altri colleghi desiderosi di realizzare i propri sogni. È superfluo raccontare la trama di un film corale come questo, dove ognuno dei personaggi ha vita propria e, nello stesso tempo, interagisce con gli altri in una sorta di simbiosi e necessità esistenziale.

Per la prima volta, al suo quarto film, il giovane regista Jia Zhang-ke ambienta un suo film a Pechino e per la prima volta vede una sua opera distribuita regolarmente nel circuito cinematografico ufficiale in patria. Sin dalla sua opera prima, Pickpocket/Xiao Wu (1997), il regista è stato vittima della censura del governo cinese per i connotati troppo critici nei confronti del regime. Tuttavia le sue opere hanno avuto buon riscontro all'estero, presentate nei maggiori festival e vincitori di numerosi premi: Pickpocket è premiato a festival di Berlino e al Festival Des Trois Continents, The Platform/Zhantai (2000) a Venezia e Unknown Pleasure/Ren Xiao Yao (2001) passa a Cannes. Anche The World, tenendo fede a questa tradizione, varca i confini nazionali e partecipa al concorso ufficiale della kermesse lagunare.
L'autore, nato a Fenyang, nella provincia settentrionale dello Shanxi, abbandona le scenografie urbane indefinite e alienanti delle città del nord, in un discorso iniziato già dal suo primo lungometraggio per trasportare lo spettatore in uno spazio apertamente riconoscibile. Tutto è identificabile nel parco: sappiamo di essere vicino Pechino e, successivamente, passano davanti ai nostri occhi le piramidi, la Tour Eiffel e quella di Pisa. Si susseguono molte altre bellezze note, ma il risultato, voluto, non è meno alienante di quello degli esordi. I personaggi si muovono in un non luogo da cui vogliono e da cui è difficile evadere. I messaggi dei telefonini, con cui i protagonisti, raffigurati con animazioni stilizzate. si danno appuntamento, rappresentano esattamente questa volontà di evasione.
Prodotto in parte da Kitano Takeshi e dalla T-Mark, il film è troppo lungo, nei suoi circa 140 minuti, troppo statico nella scelta di raccontare le storie prevalentemente in piani sequenza. È indubbia, tuttavia, una potenza visiva che affascina lo spettatore, risultando inquietante e spaesante per l'occhio occidentale: la Cina, che solo ora si è aperta al mondo, forse quel mondo lo ha già inglobato.

 


paese: Cina
anno: 2004
regia: Jia Zhang-ke
sceneggiatura: Jia Zhang-ke
attori: Zhao Tao, Chen Taisheng, Jing Juen, Jiang Zhongwei, Wang Yiqun, Wang Hongwei

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