Go Lala Go! (2010)

go_lala_go_0Commedia sentimentale che a livello produttivo e figurativo si apre alla formula hollywoodiana, nel solco consapevole tracciato da Sophie's Revenge (2009). In questo caso si parte da un libro di Li Ke che racconta l'inarrestabile ascesa di un'impiegata in una grande corporation, tradendone in parte l'analisi per inserire un sottotesto romantico che snellisca la fruizione. L'attrice e autrice Xu Jinglei, sotto l'egida produttiva di Zhang Yibai (coraggioso svecchiatore del cinema cinese almeno dai tempi di Spring Subway - 2002), lascia da parte i toni sofisticati e si abbandona con una certa leziosità a batticuori hi-tech, tra grattacieli di vetro e abiti di lusso.

Du Lala è una donna determinata in cerca di nuovo impiego e nuove prospettive. Fa buona impressione nel reparto risorse umane di una grande multinazionale, la DB, e inizia a lavorare in un ambiente altamente competitivo, scandito da regole ferree e tempi di reazione massacranti. Lentamente, con tenacia, Lala riesce a farsi notare, e scala i favori dirigenziali. Le cose si complicano quando, complice una serata distensiva, si scopre attratta dal collega David. Le relazioni in ufficio sono proibite, e in più Lala deve tener conto di Rose, sua superiore, appena uscita da una storia proprio con David. Tra ristrutturazioni, difficili trattative e viaggi premio, Lala deve ristabilire un ordine di priorità tra lavoro, senso di accettazione personale e sentimenti.
La prima nota va sicuramente al guardaroba: il lussuoso reparto costumi è curato nientemeno che da Pat Field, responsabile del successo di serie come Sex and the City (1998) e film come Il diavolo veste Prada (2006), esponendo il target di riferimento nella nuova borghesia dei grandi centri urbani, con un possibile occhio ai mercati esteri. La seconda è dedicata al massiccio product placement che dissemina la pellicola, quasi saturandola, espediente grazie al quale è stato possibile mettere insieme parte del budget. Da un punto di vista spettacolare, Go Lala Go! ha gioco facile nell'aprire le porte di un lavoro d'alto profilo da sogno ed esporne le potenzialità in fatto di autostima e guadagni, funzionando da sprone per la stantia formula di "comunismo di mercato" della nuova Cina. Il problema sorge nella traballante sinergia tra dinamiche aziendali e storia d'amore: il primo aspetto richiede scarti temporali in avanti per raccontare la progressione lavorativa, ma la scelta mette in secondo piano la quotidianità del lavoro fianco a fianco di Lala e David. La loro relazione, che pure diventa il centro nevralgico della narrazione, non ha così mai tempo di svilupparsi - nonostante il fascino di Stanley Huang, pop star taiwanese, e la tenacia della stessa Xu Jinglei (suo malgrado messa in ombra da una magnetica Karen Mok). La regista fa un passo indietro rispetto alle velleità precedenti (My Father and I, Letters from an Unknown Woman) e si accontenta di una sbarazzina commedia d'ufficio pronta a sciogliersi al sole delle spiagge tailandesi.


paese: Cina
anno: 2010
regia: Xu Jinglei
sceneggiatura: Xu Jinglei, Wang Yun, Zhao Meng
attori: Xu Jinglei (Du Lala), Stanley Huang (Wang Wei/David), Karen Mok (Rose), Pace Wu (Helen), Li Ai (Eva), Alice Wang (Maggie), Ning Song