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Confucius / Confucio (2010)

Sunday, 06 November 2011 15:39 Emanuele Sacchi Film - Cina
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confucius_0V secolo a.C.: il saggio Kong Qiu – per l'occidente sarà Confucio – viene accolto a corte dal re di Lu, nella speranza che il suo contributo possa moderare la barbarie diffusa nel regno, preda di faide tra i suoi feudatari. Tanto su questioni di pace che in faccende di guerra, Kong Qiu si distingue per le sue brillanti intuizioni, divenendo Capo Consigliere e attirandosi le ire dei vassalli del re, desiderosi di sbarazzarsi dello scomodo filosofo. Costretto all'esilio, Kong Qiu inizia una lunga peregrinazione per i regni cinesi, senza mai rinunciare ai suoi ideali né alla speranza di tornare a Lu.

Schiacciato sotto il peso delle aspettative e degli innumerevoli problemi che un blockbuster di questa portata reca con sé, era mera illusione pensare che in Confucius – trasposizione cinematografica attesa dai tempi dell'unico precedente, muto, del 1940 - tutto potesse filare liscio. Al di là dell'inutile polemica, tutta sino-americana, sul fatto che Avatar abbia lasciato il posto in molte sale al film “nazionale” cinese, è forse proprio questa veste istituzionale a minare in parte la riuscita di Confucius. Certo il problema non risiede nella discussa scelta di Chow Yun-fat, sorprendentemente credibile nei panni del saggio filosofo (benché necessariamente doppiato in mandarino) e protagonista di una prova misurata, che regala quanto basta per permettere di intuire la saggezza dell'uomo in ogni gesto che compie. I difetti sono quelli classici del bio-pic, specie su un uomo di pensiero e non di azione: difficile, se non impossibile, rendere la profondità degli ideali di Confucio se non cercando di suggerirne la grandezza. E così, costrette dalle ganasce dell'economia narrativa di un blockbuster, le massime di Confucio finiscono spesso per assomigliare a quelle dei biscottini della fortuna anziché a quelle attribuite al moralizzatore dei costumi nella Cina antecedente all'unificazione. Hu Mei, forse condizionato dalla gravità della materia trattata o da pressioni esterne (tema non nuovo nella Cina Popolare), a volte accenna uno scarto ma poi sceglie di ritrarsi. Come nel caso dell'incomprensibile ruolo di Zhou Xun, regina di Wei, che sembrerebbe dover incarnare la tentazione dell'uomo saggio, tale da mettere in discussione una vita di rettitudine: forzatura storica e narrativa che viene spenta sul nascere e pesantemente accorciata nella versione definitiva del film, con il risultato di rendere il quarto d'ora o poco più della Xun un incomprensibile spreco. Come le splendide riprese in esterni, che paiono abbracciare le vastità di interi deserti cinesi, vengono deturpate dall'uso di pessimi effetti cgi nelle scene di guerra, così Confucius dona a tratti l'impressione di riuscire a padroneggiare una materia oltremodo sentita e complessa, ma scivola rumorosamente nei particolari.


paese: Cina
anno: 2010
regia: Hu Mei
sceneggiatura: Hu Mei, Chan Khan, Jiang Qitao, He Yanjiang
attori: Chow Yun-fat (Confucio), Zhou Xun (Nanzi), Lu Yi (Ji Sunfei), Chen Jianbin (Ji Sunsi), Lu Yao (Lu Jun), Qiao Zhenyu, Zhang Kaili, Jiao Huang



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