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Kick, The (2011)

Wednesday, 04 July 2012 17:18 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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kick_0Dopo lo statunitense Elephant White (2011), con Kevin Bacon e Djimon Hounsou, Prachya Pinkaew si conferma il regista tailandese commercialmente più esportabile dirigendo una co-produzione con la Corea del Sud: The Kick è un classico action di arti marziali per famiglie dal ritmo frenetico e la trama inconsistente, con buon dispiegamento di coreografie spettacolari, un blando tocco comico e il naufragio in un finale allo zoo meno epico degli scontri antecedenti.

Una famiglia coreana di esperti lottatori di taekwondo che vive da tempo in Thailandia viene suo malgrado coinvolta nei piani di uno spietato trafficante di tesori per rubare un antico pugnale. Padre, madre, fratello maggiore, sorella e fratellino si trovano così a essere pedine nel furto, ma sono decisi a opporsi al crimine a costo della vita.
The Kick non brilla per inventiva, ma l'esiguo canovaccio è dilapidato con convinta frenesia in scene d'azione esaltanti, dominate da calci volanti che renderebbero fiero Donnie Yen. Nonostante la presenza di Jeeja Yanin (Chocolate), poco più che un cameo, e del comico Petchtai Wongkamlao (The Bodyguard), i protagonisti sono tutti coreani, atletici e affiatati, in particolari i due giovani Na Tae-joo e K. Kim (ovvero Kim Gyeong-suk, dei performer K-Tigers). Al ragazzo sono riservate le sequenze più complesse e concitate - uno scontro che mescola breakdance e taekwondo, un altro tutto svolto parlando al cellulare, un ultimo combattuto tramite le pale rotanti di un ventilatore da soffitto - ma anche lei mostra una discreta velocità d'esecuzione.
Prachya Pinkaew, regista del primo Ong-Bak, coadiuvato dalla supervisione alle coreografie dell'immancabile Panna Rittikrai (Ong-Bak 2 e 3), non lesina in salti, gomitate e calci, procedendo con una logica di accumulo scriteriato che riesce comunque a intrattenere. Nella seconda parte si nota una pesante mancanza di idee, e una certa incongruenza di fondo nello sviluppo della storia, ma sarebbe ingenuo pensarli elementi fondamentali: il problema vero, allora, è che lo showdown finale non mantiene le aspettative, e si risolve in un complesso battibecco che strizza più l'occhio al target familiare che ai fan delle arti marziali. A pioggia sono disseminate imperfezioni (come le scarpe della sgherra al soldo del cattivo, che continuano a cambiare da un'inquadratura all'altra), a tradire la fretta nel chiudere la produzione. Un film mediocre sotto tutti i punti di vista, redento solo da una manciata di scontri spettacolari. La versione thai ha un montaggio più snello di una decina di minuti.


paese: Corea del Sud, Thailandia
anno: 2011
regia: Prachya Pinkaew
sceneggiatura: Lee Jong-seok
attori: Na Tae-joo (Tae-yang), K. Kim (Tae-mi), Jo Jae-hyeon (maestro Mun), Ye Ji-won (Yun Mi-ja), Petchtai Wongkamlao (zio Mum), Jeeja Yanin (Wawa), Do Si-gang (Beom), Lee Hun-don (Seok-du)



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