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As One (2012)

Saturday, 01 September 2012 13:01 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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as_one_0Basato su eventi realmente accaduti, As One racconta con efficace magnificenza l'avventura della squadra sportiva unita delle due Coree ai campionati mondiali di ping pong di Chiba, in Giappone, nel 1991. Per la prima volta, dopo le devastanti tensioni conseguenti all'attentato nordocreano su un volo di linea sudcoreano nel 1987, i due paesi scelsero di unirsi simbolicamente in un evento sportivo di forte richiamo, sotto il semplice nome di Korea, con la canzone Arirang come inno nazionale e la bandiera della Corea unita come vessillo. Oltre i fiumi di retorica che inevitabilmente si riversano in un progetto tanto sentito, peraltro ancora vivo nella memoria, rimane un film emozionante e concreto nel suo duplice scopo di lanciare un messaggio politico e raccontare un saldo legame d'amicizia tra donne.

Hyun Jung-hwa e Li Bun-hui sono le due migliori promesse del tennis da tavolo rispettivamente della Corea del Sud e del Nord. Si scontrano ai Giochi Asiatici di Pechino del 1990, e tra loro si accende subito una genuina rivalità sportiva. L'anno seguente però, in vista dei campionati mondiali che si svolgono in Giappone, i governi dei paesi nemici decidono di presentare un'unica formazione e le due, insieme alle proprie squadre, dovranno imparare a convivere per arrivare alla vittoria. Inizialmente la convivenza è difficile - l'esuberanza dei coreani del Sud, la lealtà quasi religiosa di quelli del Nord - ma conoscendosi i due gruppi imparano a fondersi e rispettarsi. L'obiettivo apparentemente impossibile resta comunque quello di battere la squadra cinese.
Moon Hyeon-seong, esordiente con all'attivo una collaborazione alla sceneggiatura di May 18 (Kim Ji-hoon, 2007) e l'aiuto regia nell'horror al femminile Yoga (Yoon Jae-yeon, 2009), si è ritrovato al comando dopo l'abbandono di Kim Ji-woon (Il buono il matto il cattivo, Two Sisters), ma gestisce con padronanza maniacale i numerosi risvolti del progetto. Coadiuvato da una delle protagoniste di quegli eventi, la campionessa Hyun Jung-hwa, che ha personalmente allenato le due attrici e ha fornito dettagli e memorie, Moon fa un ottimo lavoro di ricostruzione, da ambienti e vestiti d'epoca fino alle differenze dialettali tra atleti del Nord e del Sud. Gli eventi sono ovviamente narrati nell'ottica del maggiore impatto emotivo, sono così omessi o edulcorati molti dettagli storici: l'avventura della squadra maschile è messa in ombra, essendo il team rimasto fuori dalle medaglie; l'attenzione si concentra sulla prova a squadre femminile, lasciando fuori le prove individuali e di doppio, come non esistessero; viene posto l'accento sul desiderio di un oro per Hyun Jung-hwa, che però nella realtà ne aveva già vinti almeno tre, di cui uno alle Olimpiadi del 1988, nel doppio; si parla continuamente della "grande muraglia" cinese, la cui imbattibilità era però relativamente meno solida di quanto si fa presumere. Niente che pregiudichi la verosimiglianza, in ogni caso, e se anche per alcuni istanti si teme di cadere nella goffa trappola di descrivere gli avversari come infidi nemici, infine, per fortuna, le cinesi rimangono semplicemente antipatiche e spocchiose, ma sportivamente leali.
La struttura narrativa è consolidata, ma efficace - con la presentazione dei personaggi, l'unione forzata, le incomprensioni, i primi timidi avvicinamenti, il legame che si forma e la sfida finale da vincere a ogni costo. Oltre alle due protagoniste, centrali sono anche le loro compagne di doppio, ben caratterizzate, per quanto rimangano chiaramente spalle. Il crescendo emotivo è calibrato, e spinge sapientemente alle lacrime in più di un'occasione. Le partite di ping pong, girate in larga parte senza uso di controfigure, merito dei duri allenamenti del cast, sono girati con perizia cinetica, rendendo la concitatà velocità delle partite. Se c'è un difetto, allora, è quello di non osare, di non uscire mai dal terreno della favola dei buoni sentimenti, di non discostarsi neanche per sbaglio dal canovaccio del perfetto film nazional-popolare, con accenni solo blandi e tangenziali agli aspetti politici della vicenda, fatto che nel corso delle due ore può iniziare a pesare. Per quanto formulaico e retroico possa essere, e lo è parecchio, specialmente nel finale, As One rimane però un film denso, commovente, necessario in quel contesto di autoanalisi di una nazione divisa nel suo processo di rielaborazione e riappropriazione di un'unica identità.


paese: Corea del Sud
anno: 2012
regia: Moon Hyeon-seong
sceneggiatura: Kwon Seong-hwi, Yoo Yeong-ah
attori: Ha Ji-won (Hyun Jung-hwa), Bae Du-na (Li Bun-hui), Choi Yoon-yeong (Choi Yeon-jeong), Han Ye-ri (Yoo Soon-bok), Park Cheol-min (coach Lee), Kim Eung-soo (coach Jo), Oh Jeong-se (Oh Doo-man), Lee Jong-suk (Choi Kyeong-seop), Park Yeong-seo (Choo Il-seong), Kim Jae-hwa (Deong Ya-ryeong)



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