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Pietà (2012)

Thursday, 13 September 2012 22:41 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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pieta_0Nell'esplorare le strade di redenzione e vendetta, sempre intimamente legate al dolore e alla violenza, Kim Ki-duk torna a un cinema viscerale che resetta il vicolo cieco del manierismo simbolico di Dream (2008) e guarda invece a quell'intersezione malsana tra l'illuminazione spirituale di La samaritana (2003) e la disperazione frastornante di Bad Guy (2001). Dopo la crisi personale e artistica, durata alcuni anni, e dopo il ritorno sulle scene con l'intimo Arirang, premiato nella sezione Un Certain Regard di Cannes nel 2011, Kim Ki-duk vince il Leone d'Oro a Venezia con un film lontano dalle sue vette passate, ma di nuovo consapevole delle proprie virtù affabulatorie.

Kang-do fa il riscossore per uno strozzino. E' orfano ed è spietato: non esita a mutilare le sue vittime per riscuotere i soldi dell'assicurazione ed estinguere così i debiti. Nella sua vita fatta di routine sempre uguali - un caleidoscopio di sangue, solitudine, masturbazione, aggressività e silenzio - irrompe una donna che dice di essere sua madre, pentita per averlo abbandonato. Kang-do la allontana e la insulta, ma vista l'insistenza protratta della sconosciuta, infine la mette alla prova, fino ad aprirsi alla speranza. Nella violenza cui la donna resiste, Kang-do si convince infatti di aver finalmente trovato qualcuno da amare e da cui essere amato incondizionatamente.
Eplorando territori limitrofi al lancinante Breathless, esordio di Yang Ik-jun (2009), che aveva per protagonista sempre un picchiatore in cerca di redenzione, Pietà parte dallo squallore quotidiano, sottolineato da una macchina da presa nervosa e da una fotografia scura, incombente, per aprirsi a una riflessione sull'ambiguità del perdono (o della ricerca del perdono). I legami familiari sono inizialmente presentati come ultimo baluardo di speranza di fronte alla forza disgregante della pressione sociale, capaci di sanare anche l'abiezione più nera. Kim Ki-duk però non è interessato a una storia edificante o rassicurante: il taglio di questa sua favola nera è più frastagliato - la pietà del titolo si lega indissolubilmente alla necessità di una vendetta, la comprensione/compassione all'odio più atavico. La donna misteriosa, nel suo ruolo di madre, è insieme salvatrice e ultimo gradino di una sconfitta inevitabile, parte di un piano angelico-diabolico che mira a unire i due opposti. Senza la caparbietà del Bong Joon-ho dell'immenso Mother (2009) o il compassato lirismo del Lee Chang-dong di Poetry (2010), Kim Ki-duk rielabora ancora una volta la disarmante semplicità dell'amore materno di fronte alla colpa, variando sul tema all'interno della sua dimensione spietata e sporca, che nella caduta ultima trova anche lo slancio per una possibile salvezza.
Il tema spirituale, che ha sempre in qualche modo attraversato il suo cinema, si fa ancora più esplicito che in passato, collegandosi e una riflessione sulla componente economica, in cui sono i più poveri, nell'essere schiacciati sempre più ai margini, a dover lottare tra loro come belve per sperare di sopravvivere. Il richiamo continuo ai soldi, alla forbice tra ricchi e poveri, che sembra essere il motore primo degli eventi, rimane però in realtà uno sfondo, tratteggiato sbrigativamente, in modo banale (e vagamente populista): fortunatamente non è questo il contesto che interessa Kim Ki-duk, che guarda piuttosto alla povertà come quello spolpamento di condizionamenti culturali e psicologiche che rivela gli esseri umani in tutte le loro forze e debolezze primarie. Il denaro e la ricchezza non sono ritratti da un punto di vista politico o economico, ma antropologico.
Pur rimanendo un buon film, capace di affondi urticanti, di graffi laceranti, Pietà svela però un Kim Ki-duk ancora ancorato al passato, come se l'unico modo per uscire dall'impasse esistenziale sia la continua ripetizione di canoni ormai esplorati a sufficienza. Pietà ha la rabbia di un tempo, ma non la stessa freschezza - segno che forse le ferite devono ancora rimarginarsi, prima di una eventuale, nuova ripartenza.

Pietà esce nelle sale italiane il 14 settembre 2012, distribuito da Good Films.


paese: Corea del Sud
anno: 2012
regia: Kim Ki-duk
sceneggiatura: Kim Ki-duk
attori: Lee Jeong-jin (Kang-do), Jo Min-soo, Woo Gi-hong, Kang Eun-jin, Jo Jae-ryong



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