Azooma (2012)

azooma_0Lee Ji-seung è stato tra i produttori di successi che vanno da Sex is Zero (2002) a Tidal Wave/Haeundae (2009): per il suo esordio alla regia sceglie un thriller su una donna che decide di vendicare da sola la violenza subita dalla figlioletta, dopo esser stata abbandonata da autorità e polizia. Nonostante la struttura articolata, che prevede l'intersezione di diversi piani temporali a scompaginare la narrazione, e la frontalità adottata (il montato finale è sotto l'ora e venti, inusuale per un film coreano), Azooma rimane didascalico, tanto più inespressivo e inerte quanto più urlato, spudorato nello sfruttare un tema complesso per esacerbare la commozione del pubblico, che non è comunque in grado di gestire.

Azooma è una donna separata che cresce come può la figlia. A causa di un ritardo sul lavoro, un giorno non arriva in tempo per prelevarla da scuola. La bambina, rimasta sola in strada, viene adescata da uno sconosciuto, che la porta a casa e la violenta. Per Azooma inizia una lotta impari contro la burocrazia e l'indifferenza, aggravata dall'atteggiamento dell'ex compagno, più interessato a mettere sotto silenzio il possibile scandalo, ora che è diventato una personalità televisiva, che a trovare il colpevole. La madre inizia a indagare da sola, partendo da alcuni disegni della figlia.
L'abuso di minori è un reato orribile che ha la capacità di sommuovere le reazioni più viscerali nella società, ed è per questo un peccato sfruttarne l'eco per un'operazione superficiale di giustizialismo privato che innerva il richiamo usuale al "mostro" esterno con la struttura esploitativa del sottogenere rape & revenge (si veda il compiacimento nel mostrare la punizione dentistica in ogni suo minimo particolare). Nascondendosi dietro la complessità strutturale, che scompone la sequenza lineare dei fatti, Azooma (Gong Jeong Sa Hoe) è in realtà prono a una visione esasperata e ricattatoria del dolore, in cui l'unico interesse non è più la protezione dei propri cari, ma la reiterazione della vendetta pura. Con un abuso alla lunga sconsiderato del ralenti e della ripetizione di sequenze allungate a modificarne il senso iniziale, impastate da una colonna sonora facilona e da una fotografia piatta, Lee Ji-seung tenta di colpire i sensi nel modo più diretto, ma fallisce completamente nel creare personaggi credibili per cui sia possibile provare qualcosa.


paese: Corea del Sud
anno: 2012
regia: Lee Ji-seung
sceneggiatura: Lee Ji-seung, Kim Hyong-kuk
attori: Jang Young-nam (Azooma), Ma Dong-seok/Don Lee (detective Ma), Bae Seong-woo (Lee), Hwang Tae-gwang