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Thieves, The (2012)

Thursday, 21 February 2013 12:58 Emanuele Sacchi Film - Corea del Sud
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thieves_0La banda di Popie, eterogenea gang di ladri professionisti, si unisce all'ambiguo Macao Park e a dei colleghi di Hong Kong nell'impresa, pericolosa quanto stimolante, di rubare un gioiello a un implacabile e misterioso boss della mafia cinese. Ma ben presto riemergono vecchie cicatrici, insieme alla consapevolezza che nel mondo del crimine è impossibile fidarsi di qualcuno.

L'attesa era tanta per The Thieves, tale da far dimenticare il curriculum di Choi Dong-hoon, autore dei tutt'altro che memorabili Woochi (2009), Tazza (2006) e The Big Swindle (2004). Luccicanti specchietti per le allodole a uso e consumo del pubblico sudcoreano, notoriamente di bocca buona quando si tratta di correre al cinema per il blockbuster di richiamo. Il cinema di Choi è in possesso di una sua (discutibile) popolarità, quella di un artigiano che ha mandato a memoria l'Ocean's Eleven di ieri e La stangata di ieri l'altro, probabilmente auto-convincendosi di avere mezzi e ingegno per assemblare il perfetto film di truffa, guardie e ladri. Con perizia non comune nel cogliere i punti deboli del suo pubblico, incline a sciogliersi di fronte a un'estetizzante parata di star, a coreografie action impeccabili, a un umorismo forse greve ma sufficientemente ecumenico. Gli ingredienti per un sicuro successo in The Thieves si ripropongono tutti, con tanto di flirt-omaggio al cinema di Hong Kong, incarnato da una convincente Angelica Lee e da un Simon Yam iconico (pare evidente il richiamo al protagonista dello Sparrow di Johnnie To), ma lievemente sottotono, intrappolato da una sceneggiatura a circuito chiuso. Ma forse cercare anima o spessore in The Thieves equivale più o meno ad aggirarsi con un bastone da rabdomante nella Monumental Valley, occorre ripiegare, accontentandosi di caratterizzazioni azzeccate - ancora una volta notevole Kim Yun-seok, oltre alla sempre più sorprendente Kim Hye-soo - e glissare sull'evidente inadeguatezza di una Gianna Jun typecasted nel suo repertorio di “faccette” da sassy girl o di un Lee Jung-jae disperatamente inespressivo con o senza baffetti da capobanda. Non si può che provare una sensazione contrastante di fronte a The Thieves, in bilico tra l'ammirazione per un'industria impressionante per consapevolezza dei propri mezzi, pronta a giocarsela alla pari con Hollywood, e la sconfortante conclusione che siano proprio i lati più deleteri e facilmente assimilabili del sistema hollywoodiano a essere stati recepiti ed estremizzati. A scapito della specificità di un cinema che trova(va) la propria forza nell'affrontare a viso aperto il non filmabile, nell'infrangere i tabù, nello sconvolgere i generi. Inno allo stato dell'arte dell'industria sudcoreana e insieme concretizzazione dei peggiori presentimenti riguardo all'omologazione culturale della stessa, The Thieves “resterà” fintantoché rimarranno insuperati i suoi numeri impressionanti al botteghino (più di 80 milioni di dollari di incasso nel 2012 e secondo di sempre dopo l'impareggiabile The Host). Più shallow che Sparrow, in fin dei conti.


paese: Corea del Sud
anno: 2012
regia: Choi Dong-hoon
sceneggiatura: Choi Dong-hoon, Lee Gi-cheol
attori: Kim Yoon-seok, Kim Hye-soo, Lee Jeong-jae, Jeon Ji-hyeon, Simon Yam, Kim Hae-sook, Angelica Lee



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