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No Blood No Tears (2002)

Wednesday, 18 September 2013 11:10 Emanuele Sacchi Film - Corea del Sud
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no_blood_no_tears_0Una tassista irascibile con un passato burrascoso, vessata al lavoro e fuori, con un marito che la lascia in un mare di debiti e nelle mani della mafia. La pupa di un gangster ed ex-pugile violento e misogino, presa a pugni e calci con qualsiasi pretesto. Un trio di delinquentelli ambiziosi, che punta a entrare nel giro della boxe clandestina. I loro destini si intrecciano in una scarica di botte che lascia una copiosa scia di sangue dietro di sé.

Reduce dal folgorante debutto con Die Bad (2000), uno dei titoli-chiave della new wave sudcoreana, Ryoo Seung-wan sceglie di mantenere il profilo basso della serie B senza se e senza ma. Il cinema della Corea del Sud presenta sovente nel proprio dna forti caratteristiche di misoginia, specie in ambito action: la forza di Ryoo è proprio quella di giocare con lo stereotipo e ribaltarlo, mettendo in scena la solidarietà di due improbabili amiche, accomunate dalla voglia di prendere a calci e pugni maschietti prevaricatori. Il brodo di coltura è il medesimo di Tarantino e Guy Ritchie - in primis l’indigestione di cinema macho di Hong Kong, quello di registi come Chang Cheh e John Woo - e i punti di contatto sono tanti e tali che risulta difficile dire quanto siano stati i primi due a influenzare Ryoo Seung-wan piuttosto che il coreano a regalare qualche sfumatura al prosieguo di carriera del regista di Grindhouse: A prova di morte.
L’exploitation a cui sta a cuore l’eccesso catartico da sala di quart’ordine scalcinata passa inevitabilmente anche dal cinema di Ryoo Seung-wan e da pellicole come No Blood No Tears, come dallo stile “coatto” della sua messinscena, che zooma su armi da taglio e pistole, lavorando sempre per addizione e mai per sottrazione. C’è sempre una rissa in più, o un colpo di taekwondo totalmente pleonastico e inaspettato, tutto quanto serva a mantenere il film nei binari del prodotto di genere. Per i ruoli delle due protagoniste Ryoo sceglie due attrici con un passato totalmente differente: la tassista è Lee Hye-yeong, star exploitation degli anni ’80 dimenticata e riportata alla gloria come una novella Pam Grier, mentre la pupa del gangster è una Jeon Do-yeon - allora solo una giovane promessa, prima di arrivare alle onorificenze di Cannes per Secret Sunshine (2007) e alla fama di The Housemaid (2010) - già in grado di dimostrare una duttilità non comune nel suo metodo recitativo.


paese: Corea del Sud
anno: 2002
regia: Ryoo Seung-wan
sceneggiatura: Ryoo Seung-wan, Jeong Jin-wan
attori: Jeon Do-yeon, Lee Hye-yeong, Jeong Jae-yeong, Shin Goo, Jeong Doo-hong, Ryoo Seung-beom



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