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Train to Busan (2016)

Friday, 20 May 2016 00:00 Francesca Monti Film - Corea del Sud
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Train to Busan (2016)Seok-wu è un manager, separato dalla moglie e padre di una bambina. La piccola Su-an, sentendosi trascurata da Seok-wu, chiede di essere portata dalla mamma che abita a Busan. I due intraprendono il viaggio ma, sul treno diretto verso la grande città, sale una ragazza con strane ferite su tutto il corpo che dopo poco si tramuta in uno zombi. Il contagio degli altri passeggeri impone al manager e ai pochi sopravvissuti di resistere fino all’arrivo del treno a Busan.

Proiezione di mezzanotte al Festival di Cannes 2016, Train to Busan si offre come genuino b-movie in grado di coinvolgere e divertire senza richiedere necessariamente particolari sforzi interpretativi o conoscenze pregresse allo spettatore. Il film di Yeon Sang-ho lavora infatti su più livelli, aprendosi a forme di fruizione diverse. In primis può essere letto come prodotto di puro intrattenimento, in quanto horror distopico che pone l’essere umano in una situazione di pericolo imprevisto, con il diffondersi della piaga dei non-morti. In secondo luogo, il film propone uno spaccato sulla Corea di oggi, attraverso i risvolti sociali della vicenda narrata.
Yeon Sang-ho sceglie di proseguire il percorso iniziato in Seoul Station (2016), film di animazione precedente che racconta lo scoppio dell'epidemia. Train to Busan sarebbe quindi una sorta di sequel, nel quale il discorso sull'egoismo di una società che finisce per generare una piaga apocalittica diviene il racconto della gestione del disastro da parte di quella stessa società.
Con The King of Pigs (2011), Yeon ha iniziato la sua analisi delle disparità sociali presenti oggi in Corea del Sud. Un sistema spietatamente basato su una logica di selezione naturale, che parte dalla scuola dell’obbligo, dove il bullismo è all’ordine del giorno. Train to Busan introduce quindi un paradosso evidente: il virus che produce gli zombi è, all’opposto della società in cui si diffonde, altamente democratico e trasversale. Per questo, un senzatetto può divenire più pericoloso e temibile di un morto vivente. È  evidente come il legame tra zombi e disuguaglianze sociali sia un’eredità dell’universo di Romero. L'apocalisse che giunge con l'alba dei Morti, coincide con il momento in cui l'uomo rivela la propria natura e il proprio senso di collettività e solidarietà. Per il protagonista Seok-wu, detestabile workaholic della finanza, l’espansione del disastro coincide con un percorso di maturazione, che lo porta dal suo estremo individualismo alla scoperta della solidarietà umana. Oltre al maestro dell’horror, Train to Busan risulta fortemente debitore di un altro successo sudcoreano recente, Snowpiercer di Bong Joon-ho (2013). Anche qui l’ambientazione era ferroviaria, e anche qui i vagoni e la loro disposizione replicavano le gerarchie sociali del Paese. Infine, alla base dell'incidente e del comportamento dei personaggi più negativi del film di Yeon c'è un evento reale: il naufragio del traghetto Sewol, un disastro in cui hanno perso la vita trecento persone e dopo il quale i media sono stati colpevolmente solidali con le multinazionali responsabili.
Per Yeon la transizione dal cinema di animazione a quello live action risulta quindi un passaggio indolore, che gli permette di sostituire ciò che non può filmare per ragioni di budget con la capacità di sfruttare le intense performance dei suoi attori. Su tutti spicca il personaggio del caratterista Ma Dong-seok, quasi uno stereotipo del rozzo di buon cuore, che diviene il protagonista morale della storia. Nonostante un finale incolore e che avrebbe giovato di una maggiore sintesi, Train to Busan resta un momento di divertimento e insieme di riflessione da consigliare e non sottovalutare.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2016
regia: Yeon Sang-ho
sceneggiatura: Yeon Sang-ho
attori: Gong Yoo, Jeong Yu-mi, Ma Dong-seok, Kim Soo-an, Kim Ee-seong, Choi Woo-sik



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