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Net, The / Il prigioniero coreano (2016)

Sunday, 04 February 2018 10:15 Alvise Wollner Film - Corea del Sud
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Il prigioniero coreano (2016)Ci sono voluti quasi due anni per portare nei cinema italiani l'ultima fatica registica di Kim Ki-duk, presentata alla settantatreesima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Cinema nel giardino. Due anni in cui lo spirito e il messaggio del film in questione si sono tutt'altro che affievoliti.

Il prigioniero coreano (The Net nel titolo internazionale, Geumul in originale) racconta la storia, attualissima, di un pescatore nordcoreano che, a causa di un guasto improvviso al motore della sua imbarcazione, finisce alla deriva in acque sudcoreane. L'incidente dà inizio a un vero e proprio calvario fisico e morale per il malcapitato protagonista, vittima di continui interrogatori e soprusi che provano a smascherare in tutti i modi sospetti privi di ogni fondamento. La Corea del Sud teme che l'uomo sia stato inviato nel loro Paese come spia, mentre i compatrioti del Nord sospettano che il loro concittadino possa venire plagiato dagli agi e dal benessere di un mondo a lui completamente nuovo. Figure chiave, all'interno di questa drammatica vicenda, sono gli attori Lee Won-geun e Kim Young-min, meritevoli nel dare spessore a due personaggi fortemente stereotipati come l'agente buono Oh Jin-woo, che cerca in tutti i modi di proteggere la vita e l'inattaccabile rettitudine del protagonista, e un detective spietato, disposto a tutto pur di indurre il pescatore a confessare di essere una spia.
Kim Ki-duk riesce a portare sul grande schermo un'indagine su un cittadino al di sopra d'ogni sospetto, mettendo alla berlina contraddizioni e ombre di entrambe le nazioni, condannando al tempo stesso non solo la rigida dittatura del nord, ma soprattutto la finta libertà democratica istituita nel sud del Paese grazie all'ossessiva presenza di videocamere di sorveglianza e a un rigido sistema di polizia. La matrice espressamente politica della storia si rifà chiaramente agli esordi del regista sudcoreano, ma è interessante notare come anche temi più recenti nella filmografia di Kim ki-duk vengano ripresi in vari momenti del lungometraggio. La privazione volontaria della vista da parte del protagonista che rifiuta di osservare le strade di Seoul per paura di essere interrogato e torturato dal regime nordcoreano ricorda per molti aspetti la privazione sensoriale di ben altri organi, raccontata dal regista nel precedente Moebius (2013). In Il prigioniero coreano c'è un sorprendente equilibrio nella narrazione di due mondi agli antipodi, portato avanti con uno sguardo quasi sempre imparziale e restio a schierarsi in favore di una o dell'altra parte, dal momento che entrambe sono responsabili, per il regista, di comportamenti ugualmente deplorevoli. Non c'è alcuna pietà in Geumul, moderna tragedia asiatica filmata con uno stile registico asciutto e molto vicino ai canoni occidentali del thriller a sfondo giuridico. Osteggiato in patria, il film esce nelle sale italiane il 12 aprile 2018, grazie alla distribuzione Tucker Film. L'attualità sprigionata da ogni singolo fotogramma di Il prigioniero coreano potrà essere utile per riflettere su due nazioni mai come oggi al centro del dibattito sociale, geopolitico e culturale del nostro tempo.


paese: Corea del Sud
anno: 2016
regia: Kim Ki-duk
sceneggiatura: Kim Ki-duk
attori: Ryoo Seung-bum, Lee Won-geun, Kim Young-min, Choi Gwi-hwa, Son Min-suk



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