Abri, L' / Bus / Bus Stop (2002)

abri_0L'Abri, opera prima dell'unica regista coreana che si sia riuscita a imporre prima come produttrice (The Quiet Family, The Foul King), non ha tradito le attese. Lee Mi-yeon rivela subito il suo background culturale - una laurea in letteratura coreana presso la Dongduk Women's University e un master in cinema presso l'ESEC in Francia - e si nasconde tra mélo autoctono, nouvelle vague francese e autorialismo orientale (Wong Kar-wai; Tsai Ming-liang; Tran Anh Hung; Lee Chang-dong, per il cui Green Fish è stata assistente regista). Sfugge però a quella chiusura mentale e contenutistica che l'intellettualismo fine a se stesso spesso comporta come bagaglio negativo: il minimalismo è nel suo lavoro una componente necessaria e personalissima. Un orpello non esornativo per una pellicola giocata a lungo sui silenzi, sul non detto e sulla sottrazione.

Esemplari in tal senso i due interpreti principali, che si rincorrono di giorno e soprattutto di notte, alla ricerca di un quid indefinito che possa tornare a farli sorridere.
Lui, Jae-sup (Kim Tae-woo, il marito rapito di Saving My Hubby), è un insegnante chiuso e introverso, solitario, che riesce a comunicare poco e male, e solo con una prostituta cui ha dato il nome di un suo precedente amore. Lei, So-hee (la giovanissima Ki Min-jung, esordiente e bravissima), è una studentessa con alle spalle una situazione difficile: un rapporto con un uomo molto più maturo di lei e le incomprensioni con i suoi coetanei. Due anime perse, che si salveranno vicendevolmente: incontrandosi, studiandosi e lenendosi reciprocamente le ferite (psicologiche) dovute a una vita disadattata. Mai lacrime e confessioni furono più catartiche.
Magnificamente fotograto (da Park Ki-woong), scritto senza perdersi troppo in inutili sofismi e recitato con grande intensità, L'Abri - azzeccato il sottotitolo: Lovers' Refuge - è un film che offre tanti spunti di riflessione, senza cadere nelle trappole dell'autocelebrazione del proprio talento. Strano ma vero, nessun festival lo ha preso in considerazione: sarà perché è un gran bel film, forse non troppo originile ma di grande consistenza emotiva?

 


paese: Corea del Sud
anno: 2002
regia: Lee Mi-yeon
sceneggiatura: Lee Jae-chan
attori: Kim Tae-woo (Jae-sup), Kim Min-jung (So-hee), Lee Dae-yeon, Kim Yer-yung