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A.F.R.I.K.A. (2002)

Friday, 14 January 2011 16:53 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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afrika_0Due studentesse universitarie - Ji-won, appena scaricata dall'uomo sposato che frequentava, e So-hyun, svampita ballerina senza ingaggio - sono in viaggio di piacere per le strade fuori Seoul; quasi per caso si accorgono che sulla loro auto, fornita da Young-bae (sfaccendato ragazzo di So-hyun), ci sono due moderne pistole - tutt'altro che finte. Young-bae infatti, assieme a un amico, aveva rubato la lussuosa auto per fare buona impressione: peccato che il proprietario avesse appena vinto una partita di poker, prendendo in pegno di pagamento le pistole da due sfidanti. I quali, un poliziotto e un gangster, neanche da dirlo, sono ben decisi a ritrovare il maltolto.

Ji-won e So-hyun si danno alla fuga, non evitando di usare le armi per difendersi da due potenziali violentatori; coinvolgeranno Young-mi, allegra e spensierata cameriera da bar, e Jin-ah, seria commessa in un negozio di vestiti. Non ci vuole molto perché le loro scorribande ricevano l'attenzione dei media, che le dipingono come spietate terroriste, probabili spie della Corea del Nord...
Estetiche della rivoluzione. Shin Seung-soo confeziona un moderno prodotto di mercato sbeffeggiando i canonici quindici minuti di celebrità di warholiana memoria. Quattro post-adolescenti inconsapevoli di sé (e di ciò che fanno) diventano grazie all'intasamento massmediologico delle eroine rivoluzionarie. Non a caso lo strambo titolo è l'acronimo per Adoring Four Revolutionary Idols in Korea Association, in riferimento al sito internet (afrika.com) che dei fan sfegatati mettono in piedi per raccogliere informazioni su di loro. Dal fashion-punk alle veline rivoluzionarie il passo è breve, e il regista sfoggia tutte le possibili armi di convinzione (e seduzione) perché il merchandising abbia successo. Le quattro ragazze non appaiono altro che sperdute bamboline della console-generation, immerse in un perenne mondo pre-sessuale fatto di gridolini, sospiri, gemiti, impulsi improvvisi e capricci. Tra vestiti alla moda, sogni di gloria e desideri di rivalsa tramite il possesso della pistola - unico collante a tenerle inizialmente unite - si finisce così per perdere di vista l'obiettivo, e il tutto comincia ad apparire come uno stanco giochetto totalmente inscindibile dal meccanismo che vorrebbe disinnescare (esito simile che in Josie and the Pussycats, di Harry Elfont e Deborah Kaplan, solo che qui la musica è decisamente più scadente - dozzinale r&b rappato). Il ritmo esuberante trasecola nella noia, specie quando le situazioni iniziano a ripetersi immutabili, senza via d'uscita, mentre l'ironia pungente che sembrava dover esplodere da un momento all'altro si appiattisce nella parodia più scoperta. Il gradino più basso è raggiunto quando le quattro decidono di rapinare un benzinaio; la scena si trasforma in una rilettura al femminile di Attack the Gas Station!. Il proprietario, lo stesso attore del film di Kim Sang-jin, viene costretto a cantare, mentre Ji-won (Lee Yo-won, vista anche in Take Care of my Cat) deve schernirsi dall'accusa di aver un tempo lavorato come commessa nell'ufficio - ruolo che guarda caso ricopriva nell'originale!
Bubblegum-film che scoppia in faccia quando meno te lo aspetti, lasciando solo una fastidiosa sensazione di appiccicaticcio.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2002
regia: Shin Seung-soo
sceneggiatura: Shin Seung-soo
attori: Lee Yo-won (Ji-won), Kim Min-seon (So-hyun), Jo Eun-ji (Young-mi), Lee Young-jin (Jin-ah)

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