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Arahan (2004)

Friday, 14 January 2011 17:05 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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arahan_0Sang-hwan, un poliziotto alle prime armi, viene coinvolto da un gruppo di taoisti metropolitani nella lotta contro un misterioso guerriero venuto dal passato: in palio c'è niente meno che la salvezza del mondo! Attratto dalle tecniche sovrannaturali di arti marziali, più che dal nobile intento, Sang-hwan decide di seguire i loro insegnamenti, segretamente infatuato di Eui-jin, figlia di uno dei suoi mentori. L'idillio scanzonato che vive si interrompe però con l'irruzione del guerriero, che uccide con facilità disarmante uno degli ormai anziani baluardi. Per il giovane poliziotto giunge il momento di difficili scelte...

Con Die Bad, unione di tre cortometraggi di disperazione giovanile, densi e sanguigni al punto giusto, pur girati a budget ridotto, Ryu Seung-wan aveva dimostrato un'invidiabile capacità di sintesi nel plasmare un mondo violento e pessimista, punteggiato da scazzottate tutt'altro che eteree, a sottolinearne l'estrema fisicità. Nel successivo No Blood, No Tears rimane la passione per coreografie e azione, purtroppo dispersi in un incastro noir al femminile poco convinto, di maniera. In questo Arahan si accentua la forbice tra compattezza filmica e gusto ricercato per divertite sequenze d'azione - grazie anche a una produzione di tutto rispetto, in cui effetti speciali e wire works si sprecano, in scene spettacolari e per quanto possibile inventive. L'amalgama di commedia, fantasy e arti marziali non riesce mai a inserirsi in un percorso unitario, convincendo solo singolarmente (bravo come sempre Ryu Seung-beom, fratello minore del regista e volto naturale da commedia; riuscito il milieu tra urbanesimo e magia; valido l'apporto di Jung Doo-hong quale coreografo). Nel complesso si sente però la mancanza di quei guizzi di spericolato lirismo presenti ad esempio in certo cinema di Hong Kong, che permettono l'emozionante e naturale passaggio da un registro all'altro. La prima parte, tutta giocata sulle ingenuità di Sang-hwan, compromette così la seconda, virata al dramma, poco credibile e incastrata per giustapposizione spicciola. Quella che poteva essere una spassosa pellicola d'intrattenimento puro, diventa così una rilettura meno coatta, ma al ribasso, de Il monaco.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2004
regia: Ryu Seung-wan
sceneggiatura: Ryu Seung-wan
attori: Ryu Seung-beom (Sang-hwan), Yoon So-yi (Eui-jin), Ahn Sung-ki (Ji-woon), Jung Doo-hong

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