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Bittersweet Life, A (2005)

Thursday, 20 January 2011 00:00 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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bittersweet_life_0Sun-woo non è semplicemente il direttore di un rinomato albergo, ma anche e soprattutto il braccio destro del boss malavitoso Kang. Meticoloso, audace e tremendamente calmo, anche nel mezzo della lotta, esegue ogni incarico fino in fondo, senza sbavature. Per questo quando deve allontanarsi dalla città per affari, Kang gli chiede di tenere d'occhio la sua fidanzata, Hee-soo: il boss teme che la ragazza lo tradisca con un altro uomo. Se questo fosse vero, Sun-woo ha l'ordine di uccidere entrambi. Ma, inaspettatamente, il sicario si scopre incapace di compiere il gesto estremo...

Dagli esordi nella commedia nera e nella tragicommedia umana (rispettivamente The Quiet Family e The Foul King), il cinema di Kim Jee-woon si è progressivamente incupito, passando dalla sottile inquietudine del cortometraggio Memories, contenuto nel panasiatico Three, all'horror psicologico A Tale of Two Sisters (uscito anche in Italia come Two Sisters). A questo percorso discendente negli antri della psiche si è accompagnata una sempre più profonda e marcata ricerca formale, che ha fatto sprofondare le sue opere in un autocompiacimento pericolosamente incline al manierismo, o almeno alla smaliziata leziosità. In questo senso A Bittersweet Life conferma tutti i timori di una deriva estetizzante, svuotata di significato e di appigli emotivi: concentrato sulla grazia dei corpi in movimento, sulle traiettorie languide degli sguardi, sulle armoniche tonalità cromatiche, il film rimane un noir tetro ed essenziale, ma assolutamente freddo, precalcolato, sostanzialmente inerte.
Il livello produttivo è eccezionale, soprattutto sul versante tecnico (luci, colori, movimenti di macchina, montaggio - un tutt'uno di innegabile maestria). Non mancano nemmeno soluzioni di grande impatto visivo - come le grafiche scene di tortura o il monumentale scontro nel capannone, memore del brutale corpo a corpo nel corridoio della prigione visto in Old Boy; o le raffinate soluzioni mélo, che raccontano per ellissi l'impossibile sfiorarsi di Sun-woo e Hee-soo. Rimane infine impressa l'espressività indolente di Lee Byung-hun (Joint Security Area, Bungee Jumping of Their Own), che chiude il personaggio di Sun-woo in un mutismo straniante. Ma la somma di tutte la parti, per quanto singolarmente entusiasmanti, non regge la prova dei fatti: A Bittersweet Life non riesce ad aprirsi al furore messo in scena, anzi si rattrappisce in una narrazione impersonale, che mantiene le distanze dal cuore pulsante e vivo dei sentimenti snocciolati. Kim Jee-woon si ferma alla superficie, si rifiuta di sporcarsi le mani, e per questo il suo rimane un film cerebrale, quasi masturbatorio, da primo della classe a corto di idee.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2005
regia: Kim Jee-woon
sceneggiatura: Kim Jee-woon
attori: Lee Byung-hun (Sun-woo), Shin Min-a (Hee-soo), Kim Young-chul, Hwang Jeong-Min, Oh Dal-su

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