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Classic, The (2003)

Thursday, 20 January 2011 12:01 Matteo Di Giulio Film - Corea del Sud
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classic_kr_0Ambizioso quanto il titolo preannuncia, The Classic è il ritorno dietro la macchina di Kwak Jae-yong dopo lo straordinario successo del precedente My Sassy Girl. E' un filmone, in tutti i sensi: valido (o meglio: fino a tre quarti è un capolavoro, poi perde precocemente spessore), maestoso, importante, curatissimo (ai limiti, spesso superati, del patinato), successo facilmente preannunciato, lungo oltre le solite due ore. Quasi un kolossal, summa del mélo autoctono - il Friend del genere (diversi i rimandi)? -, filone in cui è definitivamente appurata la maestria dei cineasti sud coreani.

Poche risate - piuttosto sorrisi partecipi e alleggerimenti simpatici -, molte lacrime: la vicenda, raccontata in parallelo con continui salti temporali, vede contemporaneamente protagoniste madre e figlia, che vivono la stessa identica love story, tragica e tormentata, a distanza di trentacinque anni. Da un lato la parentesi classica, che funge da spunto e da tampone emotivo al medesimo triangolo amoroso sviluppatosi dopo oltre tre decadi.
Pellicola efficace anche quando gioca con la storia (i moti studenteschi, la guerra) e quando lo sguardo interno sconfina nel lezioso-ma-ammaliante di location, facce carine e trend ripetuti (la riscoperta del passato e il gioco di rimandi che ne consegue). Difetti, inevitabili vista l'importanza dell'operazione: soprattutto il voler puntare troppo alla lacrima facile, sfruttando le melodie ariose, a costo di snaturare la storia con coincidenze finali non necessarie. Kwak, più regista importante e affidabile che autore vero e proprio (ogni tanto ama autocitarsi, ma senza malizia, e i suoi personaggi non sono particolarmente originali, anche se si comportano con la spontaneità dei coetanei teenager), avrebbe piuttosto bisogno di un buon montatore, che lo aiuti a sfoltire certi passaggi retorici e ad evitare i rallentamenti dell'ultima mezz'ora. Il regista è invece impareggiabile quando si focalizza sull'amore adolescenziale e lo porta a maturazione filmando con grande bravura le piccole cose, i dubbi primigeni, le parole non dette, i particolari di (apparente) poco conto: in tanti passaggi veloci e in momenti meno celebrativi pelle d'oca e commozione sono sincere e d'obbligo. D'altra parte, al di là delle facili critiche, è stimolante vedere un direttore ancora giovane mettere in luce il proprio potenziale con autorità, anche a rischio di scadere nel pacchiano e di ripetersi; e celebrare, facendoli recitare come meglio non si può, i suoi giovani protagonisti, già lanciati in qualche modo (Son Ye-Jin nell'altrettanto toccante Lover's Concerto, Cho Seung-Woo in Who Are You?, Jo In-Seong nello splendido Madeleine; ma anche i comprimari che lavorano nell'ombra fanno un'ottima figura) e finora non ancora usciti del tutto allo scoperto.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2003
regia: Kwak Jae-Yong
sceneggiatura: Kwak Jae-Yong
attori: Son Ye-Jin (Joo-hee / Ji-hee), Cho Seung-Woo (Joon-Ha), Jo In-Seong (Sang-min), Lee Sang-In, Lee Gi-Wu, Im Ye-Jin

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