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Crazy Marriage / Marriage is a Crazy Thing (2002)

Thursday, 20 January 2011 12:07 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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crazy_marriage_0Joon-young, giovane docente universitario di letteratura inglese, nonostante l'insistenza di famiglia e amici, è restio al matrimonio, timoroso di impelagarsi in una relazione stabile che sente di non saper gestire. Yeon-hee è una ragazza spigliata alla ricerca dell'uomo giusto con cui vivere. I due hanno un incontro alla cieca grazie ad amicizie comuni, e nonostante la serata non sia delle più brillanti, finiscono a letto. Qui lei confessa di aver avuto dieci incontri simili, nell'ultimo mese, mentre lui racconta di come - nell'attesa che lei arrivasse - avesse adocchiato la cameriera del fast food davanti al quale avevano appuntamento. Tutt'altro che un inizio promettente, eppure Joon-young e Yeon-hee continuano a frequentarsi, un po' per sesso, un po' per gioco - sempre molto disordinatamente, con poche tacite regole a dare una parvenza di normalità.

Ristoranti di lusso, puntate nei grandi magazzini sfidandosi a sembrare una coppia di novelli sposi, una tensione sempre latente per quanto riguarda il loro futuro assieme: due caratteri scostanti e fieramente indipendenti, preda di raptus egoistici e cocciuti ripensamenti esistenziali, che provano a incontrarsi senza per questo doversi annullare. Fino a quando lei decide che è il momento di stabilizzarsi: sposa un medico che le garantisca una buona rendita e una casa da sogno, ma non ha nessuna intenzione di rinunciare al piacere che ha trovato in Joon-young.
Già dalle prime sequenze si intuisce come Crazy Marriage (ma il titolo alternativo, traduzione di quello coreano, è forse più esplicativo: Marriage is a Crazy Thing) abbia ambiziose velleità estetico-formali. Un lungo piano sequenza presenta i diversi invitati a un caotico matrimonio, con la macchina da presa che scatta nervosa tallonando prima un bambino che corre, poi una coppia di anziani, fino a giungere nei pressi di Joon-young, fratello del futuro sposo. Una dichiarazione d'intenti ben precisa, perseguita con tenacia per tutto il film: a situazioni appena abbozzate, a personaggi riassunti da poche impercettibili pennellate, a un intreccio minimalista-quotidiano si contrappongono le algide alchimie simboliche dei movimenti stilizzati dell'inquadratura, di una fotografia dai tenui colori pastello, di dialoghi pungenti e sfuggenti nella loro sarcastica profondità. Il film di Yu Ha - poeta prestato al cinema che torna a dirigere dopo il lontano esordio nel 1993 con On a Windy Day, We Should Go to Apkujeong Dong, tratto da una sua opera - è stilisticamente attraente; e se anche rimane avventatamente in bilico sul baratro dell'esercizio di stile autocompiaciuto, sa controllarsi, trovando un (precario) equilibrio nell'onestà di uno sguardo sensibile alle indocili sfumature dell'amore, sfumature refrattarie a qualsiasi incesellamento che non sia altrettanto etereo e scostante. Una forma che non è dunque solo pretesto per un intellettualismo radical-chic di facciata, quanto tentativo di seguire il flusso indisponente di due menti assorte, senza per questo disperdersi in rivoli anti-narrativi che complicherebbero inutilmente la visione; una forma in grado di rappresentare cioè gli improvvisi sbalzi d'umore dei protagonisti evitando sia di ingabbiarli in una storia dai contorni troppo definiti, sia di assecondarli fino a impedire qualsivoglia sviluppo.
Vicino alle sibilline ma inconcludenti opere di concetto, di quelle che vorrebbero essere universali nel loro non aver nulla da dire, Crazy Marriage è pellicola da palpare e sgranocchiare sottopelle: esperimento eccitante, ma costantemente esposto al pericolo di esser valutato secondo l'umore momentaneo dello spettatore, indifferentemente insopportabile o penetrante a seconda dello stato d'animo. Un pericolo tutto sommato accettabile, per una pellicola in cui è questione di sfumature.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2002
regia: Yu Ha
sceneggiatura: Yu Ha
attori: Eom Jeong-hwa (Yeon-hee), Kam Wu-seong (Joon-young)

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