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Dream (2008)

Thursday, 20 January 2011 12:24 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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dream_kr_0Film numero quindici per Kim Ki-duk, ultimamente un po' appannato. Qui tenta la strada della scoperta metafora, giocando con i destini speculari di due sconosciuti. Jin è stato lasciato dalla ragazza, di cui però è ancora innamorato. Ran ha appena mollato il suo fidanzato, che la tradiva, e di lui non vuole più saperne. Jin la notte fa terribili incubi. Ran al contrario soffre di crisi di sonnambulismo. Pur non conoscendosi, i due sono sulla scala opposta dello spettro emotivo, e questo crea tra loro un indissolubile legame. Quando l'uomo sogna di speronare un auto e fuggire senza soccorrere il guidatore dell'altra vettura, è la donna, sonnambula, a compiere realmente l'azione.

Mentre la polizia vuole perseguire Ran per un crimine che lei non ricorda di aver commesso, Jin è sempre più convinto di essere la causa delle sue disgrazie. Tra i due si forma una involontaria relazione di sonni alternati. Ricordo e rimpianto sono i motori allucinati di questo film concettuale sopra le righe, votato al surrealismo più didascalico - soltanto impreziosito da una cura scenica maniacale, attenta ai colori e alla suddivisione degli spazi tramite tele e altri oggetti accuratamente posizionati. Sono i ricordi e i rimpianti indelebili del passato che tormentano la mente dei due protagonisti, trovando sfoghi psicosomatici sul piano tangibile e materico. Ma in questa trasposizione di piani non c'è passione, non c'è empatia con i personaggi, che vengono semplicemente manovrati come marionette spente su un palcoscenico immaginario, non c'è - ancor più grave - sviluppo, solo un reiterare compiaciuto di situazioni volutamente fuori registro. Dream non fa nulla per nascondere la sua natura concettuale e astratta - tanto che per tutto il film Jin, interpretato da Odagiri Joe, parla in giapponese, perfettamente compreso da tutti gli altri personaggi, coreani. Kim Ki-duk compone una riflessione metacinematografica, o più probabilmente anticinematografica, sregolata e autocompiaciuta, che forse serve a ribadire il suo status di alterità autoriale nel panorama internazionale, ma che sicuramente non fa bene al suo cinema.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2008
regia: Kim Ki-duk
sceneggiatura: Kim Ki-duk
attori: Odagiri Joe (Jin), Lee Na-yeong (Ran), Jang Mi-hie, Park Ji-a, Kim Tae-hyeon

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