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Friend (2001)

Thursday, 20 January 2011 12:39 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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friend_kr_0Friend racconta un’intera società seguendo l'evolversi di un amicizia lungo i decenni - dall'infanzia negli anni ’70 all’età adulta nei ’90. Quattro giovani inseparabili - nonostante le diverse estrazioni sociali e le distanti esperienze - destinati a reincontrarsi una volta cresciuti, dopo che la vita ne ha mutato le aspettative. Due finiscono nella malavita, in bande rivali, il terzo è perso nella società dello spettacolo, mentre l'ultimo, di ritorno dagli studi statunitensi, è preso in mezzo alla loro lotta, impossibilitato a una scelta.

Non è difficile intuire come la pellicola abbia un (neanche troppo) vago sapore autobiografico, ritratto delle esperienze del regista: evidente l'esplosione dei sentimenti deflagranti dalla potenza dei ricordi, che permeano e pervadono ogni inquadratura. Amarcord vibratile, sguardo poetico colmo di rimpianto, rifugio umorale dove s'intrecciano il furore della giovinezza e il trasporto dei sorrisi e delle lacrime, delle storie di giovani cresciuti fianco a fianco, che si ritrovano a lottare da fronti contrapposti - anche se non lo vorrebbero. C'entra il rispetto, c'entra la forza necessaria a seguire con consapevolezza un destino spietato, qualunque strada scelga per noi, c'entra soprattutto l'amicizia - sogno infranto contro cui dilaga il duro presente. Così il terreno da noir urbano, costruito attorno ai personaggi, diventa il media tramite cui è più semplice scardinare il sentire dello spettatore, catturato dalle maglie di una storia all'apparenza banale, eppure intimamente universale, perché appartiene ad ognuno di noi - con il sangue come metafora di un'accettazione totale di ciò che è (si veda lo spietato finale, sotto una pioggia di nero pessimismo, tanto commovente nella sua durezza).
Il tocco di Kwak è lieve, partecipe, acuito da una disperazione affetuosa per i suoi protagonisti, icone tragiche contro le avversità; non è un caso la cura con la quale ne sono scelti i volti - la simpatia melanconica di Yoo Oh-seong, la buia asprezza di Jang Dong-gun, la ribalderia di Jung Woon-taek o la timidezza di Suh Tae-hwa - destinati a imprimersi nella mente. Un film senza dubbio diretto, di facile fruizione - si potrebbe persino utilizzare il termine "commerciale" (non a caso il più grande incasso della storia coreana) - ma fornito di un'anima nera di disarmante onestà, con un afflato corale da cinema totale difficilmente riscontrabile in altre coordinate geo-filmografiche.
Curiosità: girato interamente a Pusan, seconda città in grandezza della Corea del Sud, il film ne coglie talmente a fondo lo spirito - grazie anche a una fotografia pastosa e ritrattistica - che le autorità hanno deciso di omaggiare la produzione rinominando parte dei set cittadini, dal passaggio ferroviario di Bum-il Dong al teatro Samil, come street of friend.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2001
regia: Kwak Kyung-taek
sceneggiatura: Kwak Kyung-taek
attori: Jang Dong-gun, Yoo Oh-seong, Suh Tae-hwa, Jung Woon-taek, Kim Bo-kyung, Ju Hyun, Lee Jae-yong

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