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Garden of Heaven (2003)

Thursday, 20 January 2011 12:41 Valentina Verrocchio Film - Corea del Sud
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garden_of_heaven_0Oh Sung, un giovane uomo che si affaccia alla vita, si ritrova a dover assecondare la volontà del padre morente: portare avanti una clinica che aiuta i malati terminali a morire in un'atmosfera piacevole. Frustrato da obiezioni di coscienza personali e dai commenti acidi degli amici che non vedono lucro né divertimento in una clinica per fantasmi, durante una sera qualunque il giovane inciampa in Young-ju, una hostess di karaoke bar diversa dalle altre, timida e sincera. La ragazza è in realtà una truccatrice professionista con un carattere deciso, appena licenziata e nella necessità di continuare a lavorare. Tutto ciò, appena scoperto e ancora da assaporare, viene gettato all'aria da una ben più amara evidenza: la ragazza ha un cancro allo stomaco che le sta portando via la vita.

Oh Sung la invita nella sua clinica, sotto sotto innamorato, certo, ma con la ferrea intenzione di limitarsi ad apparire e scomparire in qualità di medico. Naturalmente però non c'è nulla da fare di fronte al dilagare dei sentimenti, e non è così semplice sfuggire alla bella moribonda. Finché un giorno, proprio quando la freddezza di Oh Sung sembra cedere, un vecchio amico debuttante regista di spot pubblicitari scopre per caso un provino di Young-ju, sfuttandone l´angelica bellezza per una pubblicità di polizze sulla vita. Youngju lascia la clinica e sembra lanciata nello spettacolo, apparentemente obliando con il successo la passione per Youngju...
Sfortunatamente Garden of Heaven è un film piuttosto brutto, al punto da rasentare ripetutamente il ridicolo. Le premesse sarebbero la sceneggiatura, firmata dal regista di Lovers Concerto, Lee Han, e la regia di Lee Dong-hyun, qui al suo debutto, e normalmente produttore accorto di successi. Riuscendo a deglutire la messa in scena della morte en plein air del padre di Oh Sung, l'inizio del film è sicuramente interessante: l'incontro dei due giovani, tra il maldestro e il tenero, lei che dà da mangiare al coniglietto, un lampione capriccioso abbandonato per strada di notte... tutto questo potrebbe far ben sperare, ma non ha invece nessun seguito, se non la catastrofe semi-totale. La clinica per esempio avrebbe degli altri pazienti, non solo la pallida fanciulla; e tali pazienti vorrebbero essere (e sono, ma in altre e più fortunate circostanze cinematografiche), dei buoni caratteristi, risultando davvero niente altro che delle macchiette con un paio di battute ciascuno, lasciati e ripresi lungo tutta la durata della pellicola senza nessun criterio, nessun ritmo, nessuna pietà. Lee Eun-ju, particolare e brava e simpatica e tutti gli aggettivi possibili in Lovers Concerto, in Garden of Heaven è solo un pupazzo che si muove languidamente nell'ovvietà di un personaggio da dramma a puntate per casalinghe. Da un certo punto in poi è anche vestita male, truccata peggio, e illuminata insulsamente da tutti gli errori possibili nell'arte della fotografia cinematografica (il responsabile direttore della fotografia risponde al nome di Lee Seung-woo), incorniciata in interni spogli e stonati, e in esterni malinconicamente finti e vuoti, anche se le note di produzione insistono che si tratta di un artificio consapevole: gli ambienti sono stati smorzati apposta e il trucco è brutto allo scopo di trasformare una altrimenti bellissima donna in una malata grave. Quello che però ce la mette tutta per affondare il film è senza dubbio il pesantissimo An Jae-wook, statico, inespressivo, legnoso, incollato, laccato, parruccoso, appuntito omaccione-omino innamorato, ma deciso a tutti i costi a soffrire di meno (perché è inutile innamorarsi di una persona che sta per morire... ma che bella variazione sul tema dei film cancerogeni), evitando la sua paziente preferita durante il giorno, e passeggiandole con delle scarpe rumorosissime davanti alla porta della camera/sudario durante la notte, anzi, le notti, perché evidentemente devono essere più d'una, se gli altri pazienti della clinica, burloni che non sono altro, hanno perfino il tempo di girare un filmetto, su quest'abitudine cronica del taciturno e crucciato dottorino. Il tutto condito da una musichetta scialba, sintetica e plasticosamente insistente, senza la benché minima fantasia.
Non c'è scampo, Garden of Heaven è un povero film da dimenticare, debole e deludente, che si trascina in abbozzi di idee trasformate in quanto di più patetico ci si possa aspettare da un brutto e, duole ammetterlo, classico dramma coreano. Peccato.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2003
regia: Lee Dong-hyun
sceneggiatura: Lee Han
attori: Lee Eun-ju (Young-ju), An Jae-wook (Oh Sung), Son Jong-beom, Chon Moo-song, Kang San

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