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Handphone (2009)

Friday, 21 January 2011 04:01 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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hand_phone_0Dopo il mystery Paradise Murdered/Paradise 1986 (2007), Kim Han-min abbandona i toni da commedia e si lancia in un thriller claustrofobico incentrato su un quasi-MacGuffin - un cellulare scomparso che finisce nelle mani della persona sbagliata. Oh Seung-min è il manager di una starlette televisiva e un trafficone: il suo lavoro consiste nel conoscere persone potenti/altolocate e farsele amiche per poterle sfruttare alla bisogna. I contatti sono l'olio che fa girare gli ingranaggi del suo mondo, e sono tutti contenuti nella rubrica del suo cellulare. Perderli significa rischiare di finire in bancarotta - soprattutto se il telefonino contiene un filmato a luci rosse, parte di un ricatto architettato da un modello suo conoscente.

Se diffuso, quel filmato potrebbe rovinare definitivamente la carriera della starlette, il che significherebbe perdere un contratto pubblicitario d'oro e la possibilità di ripagare i debiti contratti nel tempo per mantenere uno stile di vita aristocratico. Seung-min è comprensibilmente disperato, ma inaspettatamente la persona che ha ritrovato il suo telefonino lo contatta, dicendosi disposta a restituirlo. Non tutto è però così semplice: prende il via un gioco di sadismo e manipolazione che avrà conseguenze impreviste. Handphone presenta un mondo viscido, in cui non esistono eroi né modelli, rifiutandosi di offrire allo spettatore figure in cui possa facilmente immedesimarsi: nessuno dei personaggi, che siano i due protagonisti o le figure di contorno, viene ritratto come positivo o anche solo lontanamente appetibile. Da qui si dipana una contrapposizione grottesca che vorrebbe mettere in luce tutte le abiezioni cui si è disposti pur di raggiungere i propri scopi. Le premesse sono snocciolate con indubbia maestria. La prima parte di Handphone è infatti ritmata e diretta al punto. Poi però la volontà di accumulare elementi sempre più iperbolici e la scelta di includere nella tesi troppe diramazioni che non si è in grado di seguire disperdono la tensione, fino a sbriciolarla. Tutta la seconda parte del film distrugge e sovverte con pervicacia la costruzione precedente. Nell'equazione compaiono come meteore personaggi poco sfruttati (la moglie di Seung-min, i parenti della persona che ritrova il cellulare) e i toni scivolano precipitosamente nel grottesco involontario, fino a uno showdown mal gestito e mal scritto - con tanto di coda "a sorpresa" appiccicata solo per stupire a tutti i costi. Kim Han-min si fa prendere la mano, e perde il controllo: avrebbe avuto bisogno di una produzione più attenta, in grado di riorientarne gli sforzi. Un peccato che due personaggi certamente promettenti finiscano con il naufragare per disorientamento e manie di grandeur.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2009
regia: Kim Han-min
sceneggiatura: Kim Mi-hyun
attori: Eom Tae-woong (Oh Seung-min), Park Yong-woo (Jeong Yi-kyu), Park Sol-mi (Jeong-yeon), Hwang Bo-yeon (Dae-jin), Park Gil-soo, Lee Se-na

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