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Last Present (2001)

Friday, 21 January 2011 12:30 Valentina Verrocchio Film - Corea del Sud
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last_present_0Yong-gi è un cabarettista da avanspettacolo, parte di un duo non esattamente alle prime armi, ma comunque al debutto televisivo, dove riuscire ad attirare l'attenzione, perlomeno in sintesi, significa la possibilità di soldi e fama. Yeong Yeon è sua moglie, sposatasi contro la volontà dei genitori che non sentivano il bisogno di un clown in famiglia; una donna ancora giovane ma dall'aria stanca, stressata, disattenta, sempre nervosa e infastidita; ha un negozio di abbigliamento per bambini molto piccoli, e da quando lei e Yong-gi hanno avuto un figlio che però è morto, il loro rapporto si è irreparabilmente logorato, tanto che dormono da tempo in letti separati, e la ex-camera del bebè ora è una specie di stanzino ufficiale dell'appartamento, cumulo sistematico di cianfrusaglie, disordinato e illuminato male, al risparmio.

Così, mentre Yong-gi lotta con burocrazie più o meno lecite nell'intento di garantirsi un lasciapassare al successo conservando l'integrità personale, tra debiti e prestiti, passando il resto del tempo a non trovare nessun altro mezzo comunicativo con sua moglie se non la lite, saltano fuori un paio di realtà di quelle che fermano all'improvviso il gioco della vita sempre uguale e inarrestabile nel suo disfarsi, rimescolando le carte e rispolverando sensibilità e sentimenti: una malattia grazie alla quale bisogna sbrigarsi a dimostrare amore, prima dell'irreparabile; e una foto dei tempi della scuola, che Yeong Yeon continua a guardare e riguardare meditandoci sopra qualcosa, qualcosa di oscuro al marito, che infatti preda di quei meccanismi malati tipici delle coppie, dapprima pensa ad un antico amante, rimanendoci piuttosto scombussolato, ma poi... Intanto il capolinea si avvicina, e forse si può fare ancora qualcosa, un ultimo regalo...
Trovandosi a fare un tour promozionale in Giappone, per presentare il film, il regista Oh Gi-hwan ha espresso la speranza che nel diverso modo di sentire l'amore, quietamente in Giappone, e passionalmente in Corea, l'audience giapponese potesse capire con Last Present un po' di più del temperamento coreano. Ed effettivamente il modo di comunicare di Yong-gi e Yeong Yeon è ben strano, più virato verso l'odio che non l'amore. Però a volte i meccanismi di una coppia vanno alla deriva a un punto tale, che i sentimenti continuano ad esprimersi con forza, e la loro negatività può essere, paradossalmente quanto si vuole, solo un'altra faccia dell'intensità. E l'intensità richiede troppa energia, per sussistere a lungo senza amore. È questo il maggiore punto di forza di Last Present, la verosimiglianza alla realtà nella messa in scena di un apparente controsenso. Il resto delle componenti del film sono anche importanti, e fanno di Last Present non solo una tragedia gravosa, ma anche una commedia toccante; però il fulcro che rende questo film vivo, funzionante, rimane l'intimo sgretolarsi e allo stesso tempo tenersi insieme del rapporto tra i due coniugi. Gli episodi da cabaret performati da Yong-gi (ed è stata una bella intuizione mettere sulla faccia del serioso e belloccio Lee Jung-jae la maschera del comico, dopo ruoli fondamentalmente non così autoironici come in An Affair, Asako in Ruby Shoes, Il mare), gli intermezzi della coppia di maldestri strozzini in nero che non riescono a intimorire nemmeno sé stessi (e Lee Moon-shik se la cava egregiamente, nel suo piccolo cameo da mini-Kitano, una parodia appena accennata - e confessata dal regista, lasciando intuire che Hana Bi deve aver avuto un qualche peso, nella gestazione di Last present - e che però non solo non guasta, ma nel meccanismo della trama riesce anche a essere funzionale), e lo scavare per tirar fuori da un elemento come una foto ingiallita tutto il tragico e il lacrimevole possibile, nei canoni rigorosi della tradizione coreana, e forse a tratti un po' troppo insistentemente, certo, ma tutto sommato in sordina e quindi quasi con stile (forse uno spettatore non molto paziente, non essendo allenato alla comprensione di un simile giochetto perché magari non ha visto Lovers Concerto, si troverà confuso nell'accumulo dei dettagli, quando troppo in là nel film gli si chiederà di comprendere una sfumatura fatta di scambi e incroci). Tutto questo fa di Last Present un film coinvolgente, commovente ma non là dove sembrerebbe ovvio (una vecchia compagna di scuola cicciona di Yeong Yeon probabilmente tocca corde più profonde di quelle toccate da elementi narrativi classicamente strappalacrime, quali malattie e visi pallidi morenti!), di sicuro una pellicola che vale la pena guardare, anche se, come in molti hanno osservato lamentandosene, una bellezza quale Lee Young-ae (la freddolosona di J.S.A. e One Fine Spring Day) è stata imbruttita per esigenze di copione, lungo tutto il film senza un filo di trucco, se non quello scenico di occhiaie marcate, cosa che le ha provocato più di una lite sul set, evidentemente insicura del proprio talento, ma molto certa della propria avvenenza. Ecco, se si riesce ad andare al di là di questo Last Present è un bel debutto di regia, maturo e consapevole, scorrevole, largamente soddisfacente.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2001
regia: Oh Gi-hwan
sceneggiatura: Park Jung-woo
attori: Lee Jung-jae (Yong-gi), Lee Young-ae (Yeong Yeon)

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