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Musa - The Warrior (2001)

Friday, 21 January 2011 13:45 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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musa_01375: la Cina è sconvolta da lotte intestine tra le dinastie Ming, appena salita al potere, e Yuan. I regnanti Koryo, dalla vicina Corea, inviano una delegazione composta da diplomatici e soldati per instaurare relazioni con il nuovo governo. Saranno ingiustamente accusati di spionaggio e scortati verso l'esilio; mentre stanno attraversando un deserto, prigionieri e scorta vengono però assaliti dagli Yuan, che uccidono i soldati Ming abbandonando a loro stessi i coreani. Ritrovata la libertà, il generale Choi Jung, della guardia reale, decide che loro obiettivo è tornare in Corea a ogni costo.

Inizia una marcia a tappe forzate che lascia stremati al suolo molti uomini, tra cui anche il vice-generale. E' l'inizio dell'attrito tra Yeosol, schiavo dell'anziano vice, oltre che temibile guerriero, e Choi Jung; incomprensioni acuite dall'incontro con Furong, principessa Ming da cui entrambi parrebbero attratti, rapita (o salvata dagli Yuan, a seconda dei punti di vista) per garantirsi un salvacondotto che li porti sani e salvi in patria.
Il quarto lungometraggio di Kim Sung-su si configura come un'epica fondativa (tratto da un episodio storico realmente accaduto), un tour nel profondo degli universali gorghi pulsionali umani. Sotto lo strato di onore, scelte politiche combattute e furor guerresco che caratterizza in superficie i personaggi, si nascondono quei sentimenti cristallini e insopprimibili - tra amore, paura, vigliaccheria e vendetta - che ognuno si porta dentro, scogli contro cui combattere e infine venire a patti. Così la contrapposizione tra Yeosol e Choi Jung (inizialmente caratterizzata da incomprensioni di principio, ideali) assume sempre più toni cupi e intimi - si sarebbe tentati di dire umani, troppo umani - fino a sfociare in rimpianti e rimorso. Ma nonostante prove attoriali che sfiorano la perfezione - in particolare Jung Woo-sung, idolo delle teenager e affezionato del regista (Beat, Our Sunny Days), e Joo Jin-mo (Happy End) -, una regia scattante (Ridley Scott dovrebbe prendere ripetizioni, basti confrontare la resa drammatica degli scontri nel suo Il Gladiatore con quelli qui presenti) e scenari mozzafiato - merito del budget luculliano - nonostante tutto questo, si diceva, al fondo rimane rimane un non-so-che di stonato. Perché, impostati ambiente e personaggi, il film si limita a girare intorno a se stesso, come perso in un loop, indeciso tra epica supereroica e dramma esistenziale, tra violenza documentaristica (l'efferatezza delle battaglie) e concessioni alle aspettative del pubblico (Yeosol, guerriero muto e infallibile). Un gioco che alla lunga stanca, considerata anche la non certo breve durata.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2001
regia: Kim Sung-su
sceneggiatura: Kim Sung-su
attori: Jung Woo-sung (Yeosol), Joo Jin-mo (generale Choi Jung), Zhang Ziyi (principessa Furong), Ahn Sung-ki (Jinlip), Song Jae-ho

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