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Naked Kitchen (2009)

Saturday, 22 January 2011 01:57 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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naked_kitchen_0Insolito film su senso e conseguenze del tradimento che rimane sospeso tra commedia romantica e dramma psicologico. Mo-rae e Sang-in stanno per festeggiare un anno di matrimonio, dopo una vita passata sempre insieme, prima come amici, poi come amanti. Sang-in è in procinto di abbandonare un lavoro sicuro per inseguire il sogno di aprire un ristorante. Mo-rae gestisce invece un delizioso (e commercialmente fallimentare) negozietto che vende solo parasole - niente ombrelli, perché lei predilige le giornate di sole.

In cerca di un regalo significativo in vista della cena, la donna si intrufola in una esposizione di ceramiche ormai chiusa al pubblico. Qui si imbatte in un altro intruso, giovane e affascinante. Nascondendosi dalla proprietaria, i due finiscono con il fare sesso, attratti irrimediabilmente l'uno dall'altra. Mo-rae pensa sia un atto privo di conseguenze, un istinto estemporaneo destinato a evaporare. Per questo, pur impaurita, confessa quanto successo a Sang-in. L'uomo è comprensibilmente turbato, ma cerca di sorvolare sulle implicazioni. Entrambi sono disposti a dimenticare. Non fosse che ad attenderli davanti a casa c'è un ragazzo: si tratta di Doo-re, promettente cuoco che viveva in Francia ed è tornato in Corea su richiesta di Sang-in. In cambio di ospitalità, gli deve insegnare gli ultimi trucchi del mestiere. Con prevedibile coup de theatre, Doo-rae è proprio il ragazzo del sesso matto e disperatissimo. La donna prova a confessare il suo disagio al marito, ma è bloccata da Sang-in, che non vuol più sentir parlare di quanto successo. Prende così forma una convivenza amorosa forzata in cui Mo-rae è dilaniata e al contempo attratta da entrambi gli uomini, e per motivi diversi.
Naked Kitchen parte con toni scanzonati e casual per rivelare solo in un secondo tempo gli istinti più riflessivi. L'introduzione presenta i personaggi in modi buffi, solari, rendendoli attraenti. L'intreccio pensa poi a problematizzare l'immagine di facciata, aprendo a nuovi spunti. I tre protagonisti rivelano progressivamente le loro debolezze e idiosincrasie, scoprendosi figure fallibili e pulsanti e non semplici meccanismi funzionali a esplorare il tema. Hong Ji-yeong, al suo esordio, aggiunge il suo sguardo femminile e tenta di districarsi senza proporre banali giudizi morali o risposte semplicistiche. Mo-rae è attratta da due uomini, ma per capire come uscire dall'impasse deve percorrere un lungo cammino, necessariamente doloroso - per lei come per Sang-in e infine anche Doo-re. Purtroppo il senso dell'opera, con tutti i suoi dubbi e le sue sottili incertezze, è rovinosamente inficiato dalle ingenuità della sceneggiatura. Se il filo del ragionamento presenta un percorso accidentato, ma coerente, la storia in sé non è credibile, e questo rovina il coinvolgimento. Le insistite e inutili coincidenze iniziali, il reiterato rifiuto di parlare di Mo-rae, tirato per le lunghe, e una seconda parte che perde decisamente il senso della misura (il karaoke nel parcheggio sotterraneo è inaccettabile, oltre che strutturalmente imbarazzante) distraggono dai punti focali, e fanno deragliare i pur buoni propositi. Naked Kitchen ha il coraggio di affrontare un tema ritrito con candore e senza assolutismi, ma disperde le forze strada facendo, indeciso se mantenere l'appeal da romanticismo popolare, che impone certi cliché stridenti e abusati, o destreggiarsi in un discorso più articolato, comunque sfuggente. La via di mezzo in questo caso è fatale. Con approccio simile, rimangono più interessanti Jealousy is My Middle Name (Park Chan-ok, 2002) e Blossom Again/Close to You (Jung Ji-woo, 2005).

 


paese: Corea del Sud
anno: 2009
regia: Hong Ji-yeong
sceneggiatura: Hong Ji-yeong, Lee Kyung-ee
attori: Min-a (Ahn Mo-rae), Kim Tae-woo (Han Sang-in), Ju Ji-hun (Park Doo-re)

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