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Pisces (2000)

Saturday, 22 January 2011 02:43 Matteo Di Giulio Film - Corea del Sud
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pisces_0Un film molto sottovalutato, questo Pisces, ma di grande impatto emotivo. E' stato un debutto sofferto dietro la macchina da presa per Kim Hyung-tae, coinvolto anche come sceneggiatore: ben sette anni, infatti, è durata la gestazione della pellicola. Strano ma vero, visto che l'opera è costruita su un impianto piuttosto semplice e si basa su una storia tutt'altro che complicata. La giovane Ae-ryun prende in gestione una videoteca e comincia a frequentare un cliente, il compositore Dong-suk.

Il maggiore problema di lei è la solitudine, e quando il nuovo amico comincia a ricambiare le sue attenzioni, Ae-ryun oltrepassa quella sottile linea tra amicizia e amore, cominciando a essere troppo insistente. Dong-suk, già impegnato in un altro legame affettivo, prende le distanze portando la situazione alle estreme conseguenze.
E' molto interessante il tentativo di costruire la genesi di un desiderio che lentamente si trasforma in ossessione. Senza estremizzare il rapporto, ma solo giocando sulla sottigliezza e sulla fragilità dei sentimenti, Kim Hyung-Tae riesce a far crescere il livello della tensione e a portare sullo schermo una splendida figura di donna triste e sola, in quest'ultimo scopo perfettamente aiutato dalla bravura e dalla bellezza di Lee Mi-Yeon. L'attrice regge praticamente da sola la gran parte delle situazioni, emergendo con prepotenza nei duetti e nei confronti con il resto del cast. Nel finale la pellicola perde in solidità, si trasforma in thriller stile Attrazione fatale, e rischia di collassare su se stessa. Ma basta l'ultima inquadratura, ancora interamente dedicata alla protagonista e all'oggetto del suo desiderio, per sciogliere ogni dubbio riguardo alla sincerità e alla completezza di un'opera che cavalca diversi generi e si focalizza sul dramma della vita e dell'amore. La parziale delusione deriva soltanto dalla mancanza di coraggio, che non permette alla storia di inasprirsi del tutto quando giunge al culmine del pathos. Anche se l'aver evitato il sangue e l'effettaccio facile va segnato più come pregio che come difetto, soprattutto perché questa mancanza significa un approccio e un'introspezione psicologica che nel cinema attuale è difficile constatare.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2000
regia: Kim Hyung-tae
sceneggiatura: Kim Hyung-tae
attori: Lee Mi-yeon (Ae-Ryun), Choi Woo-je (Dong-Suk), Yoon Ji-hye (Ae-In), Choi Jong-won, Park Kwng-jung

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