Plastic Tree (2003)

plastic_tree_0Un triangolo amoroso ossessivo e psicotico in una spenta cittadina di provincia. L'illusorio, tremolante idillio di Su, enigmatico parrucchiere con negozio-appartamento su spiaggia, e Won-yong, ragazza asociale che lavora come pony express per una ditta di consegne, dove subisce le continue discriminazioni dei colleghi maschi, è interrotto dall'arrivo di Byung-ho, vecchio compagno di giochi di Su, che si accampa (letteralmente, dormendo nella tenda sul terrazzo) nella loro casa in attesa di imbarcarsi come mozzo.

Tra i tre si instaura da subito un'atmosfera plumbeo-sensuale che fa emergere idiosincrasie a lungo sopite. Su vive all'ombra della defunta madre, che da piccolo lo costringeva a vestirsi come una bambina in ricordo della sorellina morta. Won-yong, repressa e perennemente infelice, scopre la sua insoddisfazione. Byung-ho, sfaccendato perdigiorno, è preda delle sue morbose quanto evanescenti fantasie.
Eo Il-sun, al suo esordio, cerca di mescolare le carte: parte melodramma delle passioni, parte ritratto psicologico impacciatamente freudiano, parte orrore del quotidiano. Ne risulta un film atipico, nel bene e nel male anti-moderno (sporco, smagliato, teatrale), che si perde in derive cervellotico-masturbatorie con disarmante facilità. L'inizio sottotono e minimale sembra lasciare aperta la speranza. Il proseguio è purtroppo un'ecatombe di sciovinismo drammaturgico, con un incedere che fa pensare alla china discendente del cinema italiano, quando si passava dal neorealismo al vetero-snobismo delle storie impegnate-a-tutti-i-costi. Una insopportabile presa di grana grossa sulla realtà bassa e disperata del sottoproletariato urbano, ritratto con distacco fintamente complice, in un subdolo documentarismo che esaspera toni e misure, tanto da esporli alla visione pubblica come rito catartico. I tocchi di pietismo (i flashback di Su, i colleghi di Wong-yong che le rovinano il vestito appena comprato, i tentativi della ragazza di rasarsi i capelli a zero, e via discorrendo), oltre a un finale che vira verso un horror sociale tra i più biechi, non facilitano la già difficile fruizione.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2003
regia: Eo Il-sun
sceneggiatura: Eo Il-sun
attori: Jo Eun-suk (Won-yong), Kim In-kwun (Su), Kim Jung-hyun (Byung-ho)