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Public Enemy (2002)

Saturday, 22 January 2011 02:55 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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public_enemy_0Kang Chul-joon è un poliziotto disilluso, ormai indistinguibile da un qualsiasi malvivente - tra i continui soprusi e le bustarelle intascate - non fosse che ha un distintivo a proteggerlo (la disciplinare lo tiene d'occhio, ma il suo conto in banca è al verde e loro non riescono a dimostrarne la colpevolezza). Troverà nuovi stimoli e una dignità che credeva di aver abbandonato per sempre nell'indagare sull'efferato omicidio di una coppia di ricchi e anziani coniugi. Seguendo l'istinto, Chul-joon si intestardisce sul figlio delle vittime, Cho Gyu-hwan, uomo d'affari spietato dal comportamento altero; il problema è che nessuno pare più essere disposto a credergli e che, più importante, non riesce a trovare traccia del movente.

Public Enemy si diverte nel mischiare le carte, nel spostare l'attenzione su quel luogo di confine (che poi è la realtà) in cui non esistono salde distinzioni tra bene e male. Paradossalmente, lo fa proprio mettendo in scena un duello fisico e dialettico tra due mondi che sono soliti sfidarsi monoliticamente: da un lato il sottoploretariato, costretto a convivere con una miseria morale indotta da chi ne comanda le sorti, dall'altra una classe dirigente fiera e imbolsita, cieca di fronte a tutto ciò che non sia l'utile o il dilettevole. Kang Woo-suk (nel 1993 contribuì a dare una scossa al mercato locale con la commedia Two Cops, proseguendo la sua indagine social-commerciale con Bedroom and Courtroom) ha buon gioco nel tratteggiare un mondo pulsionale e spietato, dominato dalla violenza (gli efferati omicidi, resi ancora più insopportabili dalla loro snobistica casualità) e dal sangue (il suicidio del collega di Chul-joon, con quel fiotto che invade l'abitacolo dell'auto). A non convincere è semmai la vacuità e la scarsa convinzione con cui l'archetipica contrapposizione è messa in scena; Chul-joon - un peraltro bravissimo Sol Kyung-gu (avrà modo di confermarlo in Oasis) - è un ibrido senza mordente tra i modi impertinenti e fastidiosi di un tenente Colombo e l'etica inquisitoria di un ispettore Callaghan. Gyu-hwan (un Lee Sung-jae necessariamente inespressivo) ha invece caratteri troppo esacerbati per risultare credibile in un contesto tanto terreno. L'interesse va progressivamente scemando, complice prima la carenza d'idee nel presentare la perturbante routine di un distretto di polizia, poi la piattezza emozionale con cui è sezionata la mente distorta di un assassino.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2002
regia: Kang Woo-suk
sceneggiatura: Kang Woo-suk
attori: Sol Kyung-gu (Kang Chul-joon), Lee Sung-jae (Cho Gyu-hwan), Kang Shin-il, Kim Jung-hak (Kim), Do Yong.ku (Nam), Ahn Na-sang (Lee), Lee Moon-shik, Sung Ji-roo (Dae-gil)

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