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Red Eye / Ghost Train (2005)

Saturday, 22 January 2011 17:52 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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red_eye_0A sette anni di distanza da Ring Virus, remake del giapponese The Ring e apripista insieme a Whispering Corridors della rinascita horror coreana, c'era attesa per il nuovo film di Kim Dong-bin. Red Eye (titolo alternativo Ghost Train) delude però le aspettative e lascia aperti molti dubbi sulle sorti di un genere ormai inflazionato e sovraesposto. Qui il pretesto è un incidente ferroviario avvenuto nel 1988, nel quale muoiono più di cento persone. Le cause rimangono un mistero, e l'incidente è presto dimenticato. Sedici anni dopo Mi-sun, assistente di viaggio alla sua prima esperienza, sale sull'ultimo treno della notte di quell'identica linea.

Il convoglio lascia la banchina in orario e guadagna piena velocità, tuffandosi nel buio. Poco dopo, senza motivo apparente, il treno fa però una fermata di dieci minuti, dopo la quale riprende la corsa come nulla fosse. Ma qualcosa nel frattempo è cambiato: Mi-sun, insieme a Chan-shik, un controllore, e ad altri passeggeri, inizia a sperimentare inquietanti fenomeni. Cosa è accaduto durante la pausa forzata? Fantasmi famelici sembrano essersi impossessati delle carrozze, e la morte torna a reclamare il suo tributo.
Il tema del ricordo, degli spettri, del passato che angoscia le persone presenti, indirizzandone l'esistenza, segna il tono dell'intera pellicola, trasformandola in una dolorosa riflessione sul tempo perduto, sulle memorie svanite. In questo senso il treno infestato è una metafora calzante, quasi banale nella sua ovvietà, con le rotaie a simbolizzare l'arco della vita e il treno - icona moderna della velocità - a rappresentare il succedersi incessante delle esperienze. La scelta è però a doppio taglio. Le languide atmosfere sono dilatate fino all'eccesso e il baricentro scivola verso l'inverosimile, per non dir tedioso. Gli intenti, sbandierati con troppa evidenza, perdono tutta la loro forza. Red Eye rimane così un tentativo smangiucchiato di mescolare horror e sensazioni impalpabili. La suspence è scarsa, con un'unica scena di rilievo, per quanto risaputa (il fantasma che esce da una pozza di sangue nel corridoio tra i sedili). La narrazione, persa dietro troppi personaggi secondari, diventa caotica. E la regia non riesce a creare la dovuta sensazione d'attesa, nonostante abbia a disposizione un ambiente claustrofobico come le carrozze di un treno in movimento. Le potenzialità sono disperse, evidenziando una ritrosia disdicevole nello sferzare i sensi fino in fondo.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2005
regia: Kim Dong-bin
sceneggiatura: Lee Yong-yeon, Seong Ki-young
attori: Jang Shin-young (Oh Mi-sun), Song Il-gook (Park Chan-shik), Kwak Ji-min, Lee Dong-gyu, Kim Hye-na, Lee Eol

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