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Time (2006)

Tuesday, 25 January 2011 02:40 Annarita Curcio Film - Corea del Sud
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time_0Col suo tredicesimo film Kim Ki-duk punta ancora una volta il suo sguardo caustico sulle società contemporanee, per fotografarne con puntuale lucidità lo stato di malessere diffuso, incarnato, questa volta, dalla decisione della protagonista di affidarsi alla chirurgia estetica per cambiare volto, nella speranza di mutare le sorti di un traballante rapporto di coppia.

Se il protagonista di Ferro 3 rinunciava a scendere a patti con una società che ha posto all'apice della propria scala di valori l'effimero, rifugiandosi in un ostinato mutismo e nulla facere, la protagonista di Time, Seh-hee, cede alle sue leggi più spietate: sbarazzarsi del proprio corpo se esso diventa un peso ingombrante non conforme ai canoni estetici dominanti. Se il corpo, ma soprattutto il volto, sono latori dell'ineguagliabile identità di ciascuno, in questo film essi assumono connotati antitetici: quelli di una zavorra da gettare via se non sono più capaci di compiacere il gusto estetico del proprio compagno. All'origine di una scelta tanto estrema sta, dunque, una idea deformata del rapporto di coppia, governato dall'insicurezza e da una morbosità accecante che impedisce alla protagonista di vedere quanto invece il suo compagno, malgrado i furtivi sguardi alle altre ragazze, sia innamorato e in definitiva fedele. Intravedere nella chirurgia plastica la soluzione a una "crisi di coppia" che in verità è frutto della propria insicurezza diventa quasi una conseguenza ineluttabile, seppure incredibile. Sei mesi dopo essersi sottoposta all'intervento chirurgico, Seh-hee ritorna dal proprio compagno col suo nuovo volto; solo allora capirà quanto infondati fossero i propri sospetti.
La vicenda è narrata tanto efficacemente da assumere i caratteri di un apologo. Una vicenda tragica che avverte sui rischi di affidarsi alla chirurgia quando essa assume l'aspetto di un'ancora di salvezza, certamente incapace di curare e guarire le ferite dell'anima. Unica difesa contro lo spietato incedere del tempo è la fotografia. Se essa occupa una presenza di primo piano nella vita privata dei due protagonisti è perché la sua fedeltà riproduttiva permette loro di ricordare in ogni momento il tempo ormai trascorso, il passato appunto. È in questa ottica quindi che le scelte nefande dei due protagonisti, ivi inclusa la decisione di Ji-woo di sottoporsi a sua volta alla chirurgia estetica, assumono i connotati della tragica irreversibilità. Il tempo, sembra volerci dire Kim Ki-duk, altro non è se non susseguirsi di scelte pronte a cambiare in un attimo il corso della vita, senza che sia possibile ritornare sui propri passi. Le loro case sono piene di fotografie che continuamente rimandano ad alcuni momenti della loro passata storia d'amore. Col suo nuovo volto Seh-hee ritornerà con Ji-woo sui luoghi del loro oramai rimpianto passato. Ma niente è più come prima.
Si esce dalla sala convinti a non entrare per nessuna ragione in sala operatoria per ragioni estetiche. Time ha quindi un valore catartico; anche per questo motivo chiunque sia infelice delle proprie imperfezioni dovrebbe vederlo, forse, chissà, verrebbe persuaso dal monito di tralasciare definitivamente l'idea che il corpo sia come una muta, o peggio ancora, un handicap se non soddisfa i gusti estetici correnti. Lasciamo pure che sia il tempo a mutarci, e non i bisturi della chirurgia plastica.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2006
regia: Kim Ki-duk
sceneggiatura: Kim Ki-duk
attori: Ha Jung-woo, Sung Hyeon-a

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