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Tube (2003)

Tuesday, 25 January 2011 02:43 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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tube_0Jang Do-jun è il solito poliziotto insofferente e anarcoide, immaturo verso le regole, con un passato tragico e un presente di solitudine; la sua guerra senza quartiere contro Kang Ki-taek, terrorista luciferino e inafferrabile, ha il sapore dell'ultima lotta possibile per guadagnarsi la redenzione. Spettatrice interessata è Song In-kyung, borseggiatrice metropolitana che girovaga per i sottopassaggi al neon di Seoul senza mai separarsi da una custodia di chitarra al sapore di Klimt. I tre sono riuniuti su un convoglio della metropolitana in rotta verso la morte, ultimo bersaglio del terrorista.

Baek Woon-hak, al suo esordio, si barcamena in acque pericolose, puntando all'empireo dell'action claustrofobico (difficile non pensare alla trilogia di Die Hard, di John McTiernan) e del film catastrofico d'annata. Rischia spesso cadute rovinose, ma riesce a spolverare gli innegabili difetti sotto la coltre di una messa in scena limpida, matura: l'incipit, per quanto meno incisivo, ricorda ad esempio la sparatoria urbana di Heat, di Michael Mann. Affilando con gusto personale armi retoriche di riciclo, Baek coniuga l'amore per scene madri di dubbio gusto (la moto che entra roboante in metropolitana) con l'ingenuità lieve di amori sottilmente stereotipati (le pur toccanti dissolvenze incrociate sulla lattina di birra nella notte di Seoul). Gioca con i sentimenti, a volte perdendosi - è il caso dell'impiegato della centrale di smistamento treni, la cui storia non porta da nessuna parte - altre colpendo nel segno (basti la caramella che chiosa il finale). Si compiace infine con l'azione, sapientemente dosata, con incastri di personaggi/situazioni che ricorrono circolarmente (con echi da Break Out, di Jang Hang-jun). Il risultato rosicchia un divertimento rassicurante che evita gli sbadigli - senza per questo far gridare al miracolo. L'anello mancante dell'operazione è una vera scrittura dei/sui personaggi. I due contendenti sono ombre di uomini marmorei, con ritagli di giornale a guisa di ricordi, privi di una qualsiasi connotazione che li distingua da manichini predeterminati ad abbattersi l'un l'altro. L'unica ad emergere è così Bae Du-na, sognante e sospesa tra Hong Kong Express di Wong Kar-wai e istinti cleptomani fashion-punk.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2003
regia: Baek Woon-hak
sceneggiatura: Baek Woon-hak
attori: Kim Suk-hoon (Jang Do-jun / Jay), Bae Doo-na (Song In-kyung / Kay), Park Sang-min (Kang Ki-taek / T), Son Byung-ho, Im Hyun-shik

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