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Voice (2005)

Tuesday, 25 January 2011 02:50 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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voice_0L'appuntamento con il liceo femminile sovraffollato di fantasmi, ricordi e morti inspiegabili rischia di diventare ciclico. Voice, conosciuto anche come Voice Letter o Ghost Voice, è infatti il quarto capitolo della saga iniziata da Whispering Corridors (1998) e proseguita con Memento Mori (1999) e Whishing Stairs (2003). Ogni episodio è completamente slegato dai precedenti e fruibile indipendentemente; a far da collante rimane solo l'ambientazione similare e il canovaccio di fondo, tra sovrannaturale e umori adolescenziali (senza contare la presenza fissa dal produttore Lee Choon-yeon).

In questa occasione lo spirito di una studentessa, Young-eon, appassionata di canto, non abbandona la scuola in cui è stata misteriosamente uccisa. La ragazza riesce a comunicare con i vivi tramite sussurri che solo l'amica del cuore può sentire. Le due decidono allora di indagare sull'accaduto, anche perché il cadavere di Young-eon non è stato ritrovato. L'insegnante di canto, dal passato tragico, e una loro amica, ghettizzata dalle compagne di classe, hanno comportamenti sospetti; ma le circostanze potrebbero nascondere verità ben più tragiche.
Choi Ik-hwan, esordiente nel lungometraggio, tenta di rifarsi a Memento Mori, ad oggi l'episodio più riuscito. Per questo si tiene lontano dalle tentazioni slasher e limita la rappresentazione trendaiol-giovanilistica delle interazioni tra le protagoniste; piuttosto preferisce concentrarsi sulle ambizioni volatili e sulle invidie acrimoniose tipiche dell'adolescenza, non risparmiandosi pruriginosi accenti lesbo, ormai diventati un must. Lo scopo, evidente fin dalle battute messe in bocca alle ragazze, è cesellare una metafora sul tempo che cancella i ricordi e sulla morte come stato di insoddisfazione dei propri desideri. Purtroppo le buone intenzioni sono contraddette da una messa in scena sotto morfina, svogliata nella costruzione della suspance, e da interpretazioni non particolarmente incoraggianti. L'intreccio non prevede particolari rivelazioni, le morti sono tutto sommato poco inventive, i personaggi per nulla tratteggiati, nonostante la grande mole di inquadrature a disposizione e i discorsi da spleen esistenziale. La visione si trascina allora senza sorprese, nella (vana) attesa che succeda qualcosa di significativo.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2005
regia: Choi Ik-hwan
sceneggiatura: Choi Ik-hwan
attori: Kim Ok-bin (Young-eon), Seo Ji-hye (Sun-min), Cha Ye-ryun (Cho-ah), Kim Seo-hyung (Hee-myun), Im Hyun-kyung (Hyo-jung)

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