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Volcano High (2001)

Tuesday, 25 January 2011 02:52 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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volcano_high_0Una premessa vagamente fantascientifica ci catapulta in un mondo-da-fumetto sospeso tra passato e futuro, dominato da una riottosa violenza. Il nostro eroe, Kim Kyong-sun, è un irrequieto adolescente espulso da tutte le scuole che ha frequentato; dotato di poteri telecinetici, finisce coll'approdare alla Volcano High School, ultimo rifugio per studenti senza speranza - covo di sette studentesche e leghe di insegnanti che si contendono il possesso di un leggendario libro segreto in grado di garantire l'imbattibilità. Qui giunto avrà modo di conoscere Jang Ryang, dispotico capo della Dark Oxen (associazione che lotta per la supremazia assoluta), Yoo Chae-yi, capitana del club di kendo (con la sua aiutante Soh-yo) e Song Hak-rim, miglior lottatore della scuola - con cui finisce subito coll'azzuffarsi.

Quando Hak-rim è imprigionato con l'accusa di aver paralizzato il preside per sottrargli il libro, Jang Ryang avrà modo di sconfiggere tutti gli oppositori: solo Kyong-sun sembrerebbe in grado di impensierirlo, non fosse che si rifiuta di usare i suoi poteri per paura di perderne il controllo.
Caratterizzazioni eccessive ed emozioni esasperate dominano la scena con incontrastata solerzia, catapultando lo spettatore in un contesto iperbolico-incantato che fagocita ogni verosimiglianza in favore di una sregolata eccitazione dei sensi. Fedele alle sue bizzarre premesse estetico-narrative, Volcano High (un uso massiccio seppure non fastidioso della computer grafica) è un giocattolo roboante quasi farsesco, che passa senza pudore dalla commedia demenziale (gli scherzi dei compagni di classe) al dramma (l'imprigionamento di Hak-rim) - senza tentare nemmeno un istante di prendersi troppo sul serio. Certo non si è risparmiato in fase produttiva, da location post-industriali decadenti e malmesse a una fotografia impasticcata e fredda - grigia pioggia e fango per gli esterni, oscuri virato blu per gli interni. Perfetti persino gli attori, senza distinzione alcuna (anche se un plauso particolare va alla simpatia di Jang Hyuk), in grado di donare spessore ai personaggi con la sola presenza fisica.
Se il risultato è allora in parte deludente, la colpa è da ricercare nella fase di sviluppo: Kim Tae-kyun pecca di superficialità, dimenticandosi di costruire una storia appassionante da affiancare alle atmosfere che è in grado di far respirare. L'intreccio è poca cosa di fronte alle scazzottate ricorrenti e alle pruderie da melò adolescenziale (Chae-yi che spia Kyong-su sotto la doccia, intento a creare complicate geometrie indirizzando con il pensiero i getti d'acqua). Il tentativo di traghettare su pellicola i manga (viene alla mente l'anarchica duttilità di Fortified School, di Hiromoto Shinichi) si rivela pedissequo e incompleto, catturandone la cinetica febbrilità, ma dimenticandosene l'ardore. Considerato il genere di film (e il target cui è destinato), insolitamente anonima la colonna sonora - seppure infarcita di basi trendy. Un film dal quale si esce frastornati, più che appagati.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2001
regia: Kim Tae-kyun
sceneggiatura: Seon Dong-yun, Park Hun-soo, Kim Tae-kyun
attori: Jang Hyuk (Kim Kyong-sun), Shin Min-a (Yoo Chae-yi), Heo Jun-ho, Kim Soo-ro, Gweon Sang-wu (Song Hak-rim), Gong Hyo-jin (Soh-yo)

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