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Wanee & Junah (2000)

Tuesday, 25 January 2011 02:57 Valentina Verrocchio Film - Corea del Sud
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wanee_junah_0Junah abita nella casa di Wanee, ed è il suo ragazzo, sempre pieno di attenzioni, tenero, mite. Wanee è un po' più distaccata, a suo agio e dolce anche lei, certo, ma per esempio si dimentica dell'anniversario del giorno in cui lei e Junah si sono conosciuti. C'è da dire che lavora molto, è una disegnatrice di cartoni animati. Torna a casa, quando torna, spesso a notte fonda, col polso anchilosato e gli occhi cotti di sonno, al punto che poi non ce la fa ad andare a dormire, e Junah deve raccoglierla dal pavimento, spegnere la tv e infilarla a letto, tra coccole e piccoli baci. Dal canto suo lui è uno sceneggiatore per il cinema, forse agli inizi, e di sicuro un po' incompreso, ma del resto si sa, dappertutto i produttori fanno polpette delle sceneggiature, e per questo Junah è paziente, anche se ultimamente gli va sempre in tilt il computer e sarebbe ora di comprarne uno nuovo.

La pazienza di Junah sembra proprio essere grande e tutt'uno col suo carattere, perché tanto per dirne una non gli dà particolarmente fastidio di non poter rispondere al telefono di casa di Wanee, lui capisce che convivere, in Corea, può ancora essere disdicevole per una ragazza, e non vuole farla sfigurare. E poi può comunque ascoltare la segreteria, e talvolta rispondere, giocando con i bambocci che sbagliano numero, anche se un giorno è lui a sbagliarsi, finendo per errore col parlare al fratello di Wanee, che studia all'estero e forse sta per tornare a casa. La notizia dovrebbe essere lieta, eppure Junah sente che gli rimane in gola e non va giù, e Wanee è persa più che mai tra le nuvole, peggio del solito, da qualche giorno poi è anche più suscettibile e scontrosa. Poi un pomeriggio al risveglio, dopo un riposino, Junah trova in soggiorno Soyang, una vecchia compagna di scuola di Wanee, a dire il vero un tantino intrigante, anche un po' invadente, una gran chiacchierona, al punto da raccontargli tanti dettagli sul passato di Wanee e suo fratello Yong-min. E c'è sempre il computer da ricomprare, e invece Junah con i soldi compra una tv gigante, perché così può vederla insieme a Wanee, che però è infastidita dal fracasso e si arrabbia, sbatte la porta e si chiude in camera. A Junah non importa se Wanee lo tratta un po' male, lui sa che non lo fa con cattiveria. È solo che... è solo che...
Wanee & Junah è un gran bel film, lungo e placido, a tratti sornione quanto basta, simpatico, con tutte quelle lumache, buffo, ma più spesso leggermente commovente, soavemente laborioso, in punta di piedi. È un film in pantofole Wanee & Junah, ma non in senso negativo, anzi! È un film nel quale è bello sprofondare lentissimamente, tra il fruscio delle foglie del giardino, il piccolo rumore del gattino che lecca gli avanzi sul muretto, e il profumo della biancheria stesa ad asciugare. Ed è un film che procedendo per prolessi, cioè prima anticipando le conseguenze e i risultati e poi mostrando le motivazioni e le origini, sempre, così, sistematicamente, lungo tutta la sua durata, mostra con delicatezza non invasiva e allo stesso tempo sensuale, la storia d'amore di più di una persona, senza perdersi e sporcarsi a giudicare. Una sensualità che è sensuale perché è a mala pena intuita, è in embrione, ed è morbida, non aggressiva, non dominante, per niente rampicante. Eppure si tratta di tutte storie d'amore che titilerebbero sconciamente vari tabù, se solo diretti dalla mano di un altro regista magari più sfrontato del debuttante Kim Yong-kyun (ma quanto sono belli gli esordi dei registi, in Corea?), perché sfilano infatti, schiudendosi man mano che la trama si rivela, e fino alla fine aggiungendo dettagli che riconfigurano di continuo il tutto, sfilano si diceva l'amore omosessuale, quello incestuoso, quello cattivo della migliore amica che guarda caso vuole sempre ciò che non può avere, e quello in qualche modo illegittimo prematrimoniale. Non senza lambire momenti tristi (quella strada alberata così kieslowskiana, col pallore freddo e quasi blu di Wanee dietro il finestrino dell'auto, e le telefonate che si materializzano nel salotto, con tutto il loro ingombrante distacco, e le foto che scatta Soyang, quanto sono ostili e vere come solo le foto, mortificate, sanno essere).
Wanee & Junah racconta con delicatezza una cosa che spesso sfugge. E cioè che quando s'inizia una relazione con qualcuno, non sempre l'altro è del tutto libero, e a volte si porta dietro barattoli vuoti più o meno ingombranti e ancora tamburellanti di ricordi, o di insoddisfazioni, di vecchie convinzioni che non si sono accorte della crescita e provano a resistere ancora un po' prima di obliarsi dietro nuove scoperte. E poi che buffo e che strano, quando una terza persona sforma la bolla comoda e ovattata nell'impalpabile evanescente equilibrio della vita a due, e per di più provenendo dal passato, porta tutta una valigiona di storie che suonano nuove a chi è nuovo, sembrando tanto grandi, calme nel passato come se avessero il diritto di vivere per sempre. Perché due persone che vivono insieme si conoscono benissimo, ma solo nel presente, e la vita che c'è stata prima a volte è un mistero, e a volte bisogna pian piano accettare di forzare i misteri e lavarli via, ed è una cosa che fa male.
Kim Hee-sun è perfetta per la parte di Wanee, finalmente qualcosa che la valorizzi, con tutti quei ruzzoloni in Bichunmoo, Calla e Ghost in Love! Alla fine del film il suo viso rimane impresso per sempre, alla faccia di quelli che dicevano che Wanee & Junah sarebbe stato buono solo a lanciare la sua nuova pettinatura. Choo Jin-mo nei panni di Junah è sorprendente, perché è sé stesso, cioè un ragazzo goffo e buffo, e però è efficace, va bene così, anche lui fortunato dopo prove quanto meno un po' singolari quali Happy End (in cui era costretto a fare lo stallone) e Real Fiction (in cui gli toccava fare quello mentalmente un po' su di giri). E Cho Seung-woo (il fratello Young-min) è di sicuro adeguato e bravo, ma è metalinguisticamente un po' bizzarro anche lui, perché da Wanee & Junah fino all´ultimissimo The Classic lo si potrebbe soprannominare signor flashback, sempre ai limiti del non vissuto ma tanto desiderato, anche se poi nel recente Who are you? si riscatta e diventa modernissimo, sempre occultato, ma almeno dietro una chat-room!
Insomma Wanee & Junah, nella sua rarefazione e nel suo procedere morbido e tenue, è un acquerellare (verbo utilizzato non a caso, ma il perché è un segreto che chiede di vedere il film!) di sensazioni e sfumature affettuose e tanto tanto intense e radicate, che una volta tanto si prendono una pausa dall'esplorare solo i rapporti sul nascere, andando a dare un'occhiata a quelli sul crescere. Crescere insieme.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2000
regia: Kim Yong-kyun
sceneggiatura:
attori: Kim Hee-sun (Wanee), Choo Jin-mo (Junah), Cho Seung-woo (Young-min), Choi Gang-hee (Soyang)

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