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Wishing Stairs (2003)

Tuesday, 25 January 2011 03:14 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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wishing_stairs_0Seguendo il famoso detto "attento a ciò che desideri, perché potrebbe avverarsi", Wishing Stairs - ambientato nel solito collegio femminile pieno di tensioni sopite - parte dalla leggenda secondo cui chi riesce a far comparire il ventinovesimo scalino della maestosa scala in giardino vedrà realizzarsi il suo sogno più segreto.

Kim So-hee e Yoon Jin-sung sono due amiche che frequentano il corso di danza. La prima è bella, portata per il ballo e palesemente attratta dalla compagna - sul serio, o forse più semplicemente per noia. La seconda, più introversa, ricambia più intensamente, senza farsi notare, ma non resiste alla tentazione di chiedere allo spirito della scala di passare l'audizione per una prestigiosa scuola europea. Mentre un'altra ragazza, la bulimica Hae-ju, riesce misteriosamente a dimagrire in una sola notte, l'amicizia tra So-hee e Jin-sung s'incrina fino al punto da sfiorare l'odio...
Collocandosi in pieno nel filone delle "storie di fantasmi ambientate in una scuola per ragazze" (Yeogo Gwedam - siamo qui all'ipotetico terzo episodio, dopo l'altalenante Whispering Corridors e il più riuscito Memento Mori), Wishing Stairs riesce a creare buone aspettative nella prima parte, con la lenta presentazione dei personaggi e l'emergere delle emozioni stralunate e pungenti dell'adolescenza, ma fallisce scandalosamente nel chiudere il cerchio. La seconda parte è scontata, implicitamente inutile, farraginosa nei momenti di tensione e deleteria nell'esasperazione dei toni drammatici (tanto nell'amicizia tra le due protagoniste quanto nella caricatura delle reazioni di Hae-ju). La sensazione è che la esordiente Yun Jae-yeon (emersa nell'arena dei cortometraggi) meglio avrebbe fatto a concentrarsi sui toni da mélo adolescenziale, nel giostrare i quali lascia intuire una qualche potenzialità (pur essendo qui solo accennati e fastidiosamente stereotipati), ed estirpare dal soggetto ogni inutile riferimento orrorifico, zavorra insopportabile che affossa il film. Certo, l'indispensabile messe di corridoi bui, pavimenti scricchiolanti e riflessi incrociati di figure sbiadite è usato per tratteggiare le emozioni più che per strappare brividi; purtroppo non basta a salvare una pellicola immodesta nelle sue pretese autoriali e snervante nei suoi esiti esploitativi.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2003
regia: Yun Jae-yeon
sceneggiatura: Lee Yong-yeon, Eun Si-yeon, Lee So-Young, Su-a
attori: Song Ji-hyo (Yoon Jin-song), Park Han-byeol (Kim So-hee), Park Ji-yeon

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