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Arang (2006)

Thursday, 27 January 2011 00:51 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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arang_0Gli elementi sono sempre gli stessi, che si ripetono identici ogni estate (la stagione classica per gli horror, in Corea): un fantasma femminile dai lunghissimi capelli e qualche problema alle unghie, un segreto sepolto che riemerge per trovare vendetta, la trasmissione della maledizione attraverso apparati tecnologici (i primi indizi sono nell'occhio di una videocamera, ma la diffusione è tramite e-mail). A discolpa di Ahn Sang-hoon, al suo esordio nel lungometraggio dopo l'aiuto regia nella commedia ...Ing (2003), c'è da dire che prova a mescolare tali ritriti elementi in modi inediti.

La poliziotta veterana So-young e il novizio Hyun-gi stanno indagando su delle misteriose morti, avvenute per arresto cardiaco in seguito all'inalazione di gas letali. Incrociando gli indizi, scoprono che le vittime si conoscevano da tempo: anni addietro uno di loro aveva ucciso un ragazzo, mentre erano in gita in un piccolo villaggio rurale. La fidanzata del ragazzo ucciso è scomparsa poco dopo quegli eventi e nel paese molti pensano si sia suicidata. E in effetti prima di morire, le vittime vedono una figura femminile fantasmatica che li perseguita. O almeno così si sforza di far credere il montaggio, visto che poi Ahn Sang-hoon cerca di inserire uno scarto, aggiungendo ulteriori elementi, per costruire un disvelamento di segno opposto. Se il tentativo è lodevole, la resa drammatica è però impietosamente fuori fuoco. Le morti sono asettiche, riprese senza inventiva, quasi distrattamente, e non riescono a provocare il benché minimo brivido, neanche sforzandosi di essere benevoli. Oltre a essere incolori, sono anche banalmente ripetitive. I due protagonisti sono totalmente trasparenti, senza appeal: nonostante il passato di entrambi sia in agguato e diventi parte integrante della narrazione, la caratterizzazione non si spinge oltre la capacità quasi mistica di captare gli indizi. I comprimari, se possibile, sono anche peggio, completamente privi di personalità. Il difetto reale è che l'ingranaggio a sorpresa previsto dal team di sceneggiatori è tanto inutilmente pantagruelico e vorace da fagocitare tutto il resto, asfissiando la narrazione nella necessità di rivelare a piccole dosi gli snodi cruciali. Una sovrastruttura che vorrebbe scardinare i cliché del genere, ma che riesce soltanto ad avvitarsi progressivamente su se stessa. Tra il disinteresse e la macchinosità di fondo, si salva forse solo la sequenza del ritrovamento di un vecchio filmato, custodito nel ventre di un cane morto. Il che è tutto dire.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2006
regia: Ahn Sang-hoon
sceneggiatura: Ahn Sang-hoon, Jeong Seon-joo, Lee Jeong-seob, Kim Jae-yeon
attori: Song Yoon-ah (So-young), Lee Dong-wook (Hyun-gi), Lee Jong-soo, Kim Hae-in, Jeong Won-joong, Lee Seung-cheol

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