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Typhoon (2005)

Sunday, 30 January 2011 13:37 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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typhoon_0Un action dal sapore strettamente hollywoodiano che coinvolge testate nucleari trafugate e un folle piano per spazzare via la Corea del Sud. Kwak Kyung-taek alza la posta in gioco, con il budget più alto della storia del cinema coreano dell'epoca, e mira a clonare Michael Bay, o meglio Jerry Bruckheimer, cercando di irrobustire l'intreccio con un briciolo di sentimentalismo sulla relazione travagliata Nord/Sud.

Un cargo civile salpato da Taiwan sta facendo rotta verso il Giappone. A bordo ci sono militari statunitensi: il carico è infatti dei più pericolosi, testate nucleari come deterrente verso il riarmo della Corea del Nord. Un gruppo di terroristi intercetta la nave e ne prende possesso. A capo del commando c'è il misterioso Sin. Il governo sud coreano decide di intervenire in gran segreto, contro il parere di Stati Uniti e Giappone, per risolvere la situazione. Gang Se-jong, uno specialista in operazioni speciali, è richiamato in azione perché catturi Sin e recuperi le armi nucleari. Inizia una caccia all'uomo che si sposta tra Thailandia, Russia e infine Corea del Sud, coinvolgendo anche la sorella di Sin, che l'uomo non vede da vent'anni. I due sono stati separati da piccoli, quando stavano tentando di disertare la Corea del Nord insieme alla famiglia, per trovare rifugio al Sud, passando attrverso la Cina. Ragioni di stato hanno però fatto precipitare la situazione, e da lì nasce l'odio di Sin per il governo e la popolazione del Sud.
Typhoon è un lampante tentativo di blockbuster studiato a tavolino per provare a espandere il cinema coreano nei paesi limitrofi. I livelli produttivi sono encomiabili: lo stile di regia spigliato e spigoloso, la fotografia nitida, la colonna sonora sovrabbondante, sempre in crescendo e sempre presente, i toni enfatici, le location internazionali sufficientemente colorite da vivacizzare gli sviluppi. Il film rimane però freddamente derivativo, privo di nerbo, principalmente a causa del distacco dai suoi personaggi, macchine inarrestabili votate all'azione meccanica che i loro ruoli impongono (l'agente speciale ligio alle regole, il cattivo assetato di vendetta, la sorella comprensiva e pronta al perdono). Se infatti Kwak Kyung-taek prova a rendere più ambigua la minaccia, con i flashback che spiegano le cause della follia omicida che fa nascere il piano di Sin, tutto il resto rimane anonimo, mero sfondo abbozzato in vista dell'escalation che conduce al gran finale. Per quanto carismatici siano Lee Jeong-jae e soprattutto Jang Dong-gun, i loro personaggi sono manichini vuoti, incapaci di suscitare una qualsiasi reazione empatica nel pubblico. Kwak Kyung-taek dimentica il livore che aveva reso grande Friend (2001), e persino il consumato mestiere che reggeva Champion (2002) o Mutt Boy (2003), e conserva solo una retorica sentimentalista fuori luogo nel contesto (la dichiarazione di una possibile amicizia tra "buono" e "cattivo" nella prossima vita). Le aspettative al botteghino all'epoca dell'uscita sono andate deluse, suggellando Typhoon come un progetto ambizioso destinato al naufragio.

 


paese
: Corea del Sud
anno: 2005
regia: Kwak Kyung-taek
sceneggiatura: Kwak Kyung-taek
attori: Lee Jeong-jae (Gang Se-jong), Jang Dong-gun (Sin), Lee Mi-yeon (Choi Myeong-ju), Kim Kap-soo, Heo Wook

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