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4th Period Mystery / Detectives in 40 Minutes (2009)

Monday, 31 January 2011 02:19 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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4th_period_mystery_0Lee Sang-yong, aiuto regista in My Dear Enemy (2008), fa il suo esordio con un thriller adolescenziale dall'usuale ambientazione scolastica, puntando tutto su un cast giovane, qualche blanda presa in giro degli insegnanti e palpitazioni da primo amore.

Jeong-hoon è l'alunno migliore non solo della scuola, ma dell'intero paese. Dimesso e pacato, è l'idolo di molte compagne di classe, ma non può sopportare il bullo Tae-gyoo, antipatico e supponente. Quando per difendere una compagna Jeong-hoon si accapiglia proprio con Tae-gyoo, i due vengono scoperti dagli insegnanti e messi in punizione: dovranno tenere pulita la classe mentre gli altri sono a fare educazione fisica. Durante la punizione, Jeong-hoon rientra dal bagno e trova nella classe deserta il cadavere di Tae-gyoo, pugnalato più volte al petto. Sconvolto, non sapendo cosa fare, prende in  mano il coltello sporco di sangue. Così lo trova Da-jeong, fuggita dalla lezione di ginnastica per noia: è un'alunna solitaria, che passa il tempo a leggere romanzi gialli, presa in giro da tutti perché porta i capelli a coprirle il volto. Jeong-hoon professa subito la sua innocenza: non solo Da-jeong gli crede, ma si offre di aiutarlo a scovare il vero assassino. Hanno a disposizione solo 40 minuti di tempo prima che l'ora finisca e i compagni tornino in classe, scoprendo così il cadavere.
4th Period Mystery, noto anche con il più didascalico Detectives in 40 Minutes, ha il pregio di non prendersi troppo sul serio, con battute e ammiccamenti. Anche il ritmo non manca, considerato il montaggio veloce e la breve durata (meno di un'ora e mezza, inusuale per un film coreano). Nel complesso però il film si rivela un'accozaglia malgestita di scenette frenetiche e sincopate, che paiono legate affrettatamente, senza una vera idea forte alle spalle. Si tratta di un classico whodunit in luogo chiuso (la scuola) con detective in erba impegnati a sviscerare indizi dalla scena del crimine: dal punto di vista investigativo però il film delude, con supposizioni totalmente casuali e deduzioni altamente improbabili. I personaggi sono presentati nella prima parte, con la seconda tutta dedicata a risolvere il mistero, ma la caratterizzazione è spoglia e inconsequenziale: sui protagonisti vengono affastellati molti dettagli che si rivelano spesso inutili, o ininfluenti, mentre molte parti dell'intreccio sono lasciate solo abbozzate (l'anniversario della morte del figlio di uno degli insegnanti, per esempio, o la visita di un ispettore scolastico, che sembra fondamentale eppure non influisce in nulla sul corso degli eventi). Anche il punto focale - la necessità di risolvere il caso prima dello squillo della campanella - è lasciato incomprensibilmente ai margini, considerate le numerose inquadrature di un orologio che ticchetta, avulse dal contesto. Per quanto la parte relativa allo sbocciare dei sentimenti sia ben gestita, i due protagonisti rimangono freddi automi funzionali alla risoluzione dell'omicidio (il cadavere di un loro compagno non desta la benché minima reazione!). Sono anonimi, senza vere qualità, tanto che la trasformazione di Da-jeong da finto-brutta a vamp in tacchi alti e minigonna, inesplicata, è perlomeno ridicola: anche la baby-star Yoo Seung-ho, davanti ai riflettori fin dai tempi di The Way Home (2002), ancora bambino, si limita ad arricciare le labbra, più che a recitare. Un film affrettato, vittima di una scrittura monca, che tuttavia scorre veloce e innocuo, lasciandosi amabilmente dimenticare in un battibaleno.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2009
regia: Lee Sang-yong
sceneggiatura: Sin DOng-yeop
attori: Yoo Seung-ho (Han Jeong-hoon), Kang So-ra (Lee Da-jeong), Kim Dong-beom (Do-il), Jo Sang-geun (Kim Tae-gyoo), Jeon Joon-hong (MBC), Jeong Seok-yong, Park Cheol-min, Lee Yeong-jin, Lim Soo-hyang




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