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Princess Aurora (2005)

Thursday, 24 February 2011 13:51 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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princess_aurora_0Lo stesso anno di Sympathy for Lady Vengeance/Lady Vendetta esce un thriller in cui la figura centrale è una donna distrutta dalla perdita della figlia e desiderosa di vendetta. Dove però il film di Park Chan-wook era statico, sovrastrutturato nella sua maniacalità produttiva, ambiguo nella sua rappresentazione manichea del femminile, l'esordio nel lungometraggio di Bang Eun-jin, attrice e dj radiofonica con all'attivo un pugno di corti, non ha paura di percorrere fino in fondo la strada narrativa, scegliendo consapevolmente il cinema di genere come veicolo di dolore e catarsi.

Princess Aurora si apre con Jeong Soon-jeong, venditrice di auto di lusso straniere, che si reca in un elegante grande magazzino. In apparenza una visita di piacere, non fosse che dopo aver assistito alla lite tra una matrigna irascibile e una bambina, nei bagni del negozio, Soon-jeong uccide violentemente la donna. E' l'inizio di una lunga catena di morti, apparentemente inspiegabili e slegate tra loro, in realtà accomunate da un sottile filo, svelato solo nel finale, la cui unica traccia è una figurina che ritrae la principessa Aurora (tra i protagonisti del cartone animato giapponese Starzinger) lasciata sul luogo del delitto. Sugli omicidi indagano due poliziotti, il giovane Jeong e l'attempato Oh Seong-ho, in procinto di lasciare il posto per diventare pastore, motivo per cui studia assiduamente la Bibbia. Osservando i filmati delle telecamere di sicurezza del grande magazzino, Seong-ho si rende conto che sul luogo del delitto era presente Soon-jeong, la sua ex-moglie, che non cela la sua presenza, anzi fa di tutto per farsi notare. In un primo momento l'uomo tiene nascosta la scoperta ai colleghi e cerca di contattare Soon-jeong. Un anno prima i due hanno perso loro figlia, di sei anni, rapita e violentata da uno sconosciuto. Seong-ho sospetta che le morti abbiano a che fare con l'evento, e vuole provare a ragionare con la donna. Ma il dolore può diventare insostenibile e inondare ogni pensiero.
Bang Eun-jin costruisce un rompicapo a orologeria, che sceglie di svelare particolari essenziali alla comprensione delle azioni dei personaggi solo strada facendo, tramite improvvisi flashback o grazie alla registrazione della vocetta della bambina che canta. La scelta contribuisce a creare un legame emotivo tra Soon-jeong e lo spettatore, che rimane in equilibrio tra la condanna della brutalità delle sue gesta e la profonda razionalità delle motivazioni che si intuisce ci siano a monte. Eom Jeong-hwa, cantante famosa qui al suo primo vero ruolo da protagonista indiscussa, è assolutamente perfetta nei panni della donna: la sua eleganza trattenuta e glaciale si rompe solo nel momento in cui sceglie di uccidere, diventando una voragine ribollente di rabbia repressa. Come controaltare, Mu Sung-geun ha un ruolo più sfumato, liminale. Con poche espressioni controllate e uno sguardo sempre assorto, riesce a rendere il passaggio da poliziotto veterano che ha a cuore la risoluzione del caso a padre insolvente preda di sensi di colpa insopprimibili - cui reagisce con l'avvicinimento alla fede. Se i due protagonisti sono tratteggiati con sfumature approfondite e minute, non altrettanto i co-protagonisti - semplici figure indistinte sullo sfondo, senza nessuno spazio per diventare qualcosa di più di mere funzioni nell'equazione della sceneggiatura. Il difetto principale di Princess Aurora è in effetti la costruzione ossessiva del soggetto, capace di strutturare la tensione intorno ai motivi ultimi delle azioni di Soon-jeong a costo di una certa meccanicità con cui sono svelati i retroscena della vicenda. A questo si aggiunge una certa esasperazione dei toni, che giunge al parossismo nel confronto finale, e qualche particolare fuori posto (possibile che i colleghi di  Seong-ho non sapessero nulla di lui, fino al punto di dovergli chiedere con stupore come si chiamava sua figlia?). Si tratta comunque di scelte consapevoli, ordite con l'intenzione di far esplodere improvvisamente il disegno complessivo di fronte agli occhi dello spettatore, in tutta la sua forza stordente. Se il rischio concreto è una sovra-drammatizzazione urlata dei sentimenti, l'effetto di coinvolgimento è assicurato.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2005
regia: Bang Eun-jin
sceneggiatura: Bang Eun-jin, Kim Chang-rae, Seo Min-hee
attori: Eom Jeong-hwa (Jeong Soon-jeong), Mun Sung-geun (Oh Seong-ho), Kwon O-joong (Jeong), Choi Jong-won, Hyeon Yeong, Kim Yong-geon

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