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July 32nd (2010)

Saturday, 05 March 2011 05:42 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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july_32nd_0Tratto da un racconto breve di Ko Un, rinomato scrittore e poeta coreano, l'esordio nella regia di Jin Seung-hyeon, in passato nel team produttivo di pellicole come Libera Me (2000), è passato fugacemente ad alcuni festival internazionali già nel 2008, ma è uscito nelle sale coreane solo nell'aprile del 2010. L'idea di partenza è alla lontana assimilabile a quella di Old Boy (2003), ma qui l'approccio è stradaiolo, la narrazione lineare e gli esiti più spiccatamente tragici.

Man-soo è un killer professionista che dopo la morte della moglie deve crescere da solo Rosie, figlia di cinque anni. Il 31 luglio del 1987 l'uomo riceve un incarico e deve raggiungere in tutta fretta l'obiettivo: solo che la piccola fa i capricci, perché vuole vedere il luogo di lavoro del papà, così Man-soo se la porta dietro. Una volta portato a termine il compito, lontano dagli occhi della figlia, l'assassino si rende conto però di essere stato seguito dalla polizia. Fugge insieme a Rosie e si rifugia a casa di un'amica prostituta. Qui lascia la bambina, promettendo di venirla a prendere il giorno dopo (il 32 luglio del titolo), non fosse che subito dopo viene accerchiato dalla polizia. Nel tentativo di sfuggire alla cattura, Man-soo ferisce alla gamba un poliziotto, ma finisce comunque in carcere, con una severa condanna. Nel frattempo il poliziotto, diventato storpio e per questo perso il lavoro e la famiglia, decide di vendicarsi: rapisce la piccola Rosie e la vende a un bordello sperduto su una piccola isola. Anni dopo Man-soo esce di prigione e si mette in cerca della figlia.
July 32nd è un piccolo film dai toni esasperati, che fonda il suo appeal sull'aspetto volutamente marcio e sfibrato della messa in scena, con la ripresa senza filtri di desolanti scorci periferici, tra porticcioli cementificati e quartieri a luci rosse ombrosi e umidi. La parabola discendente dei due poli opposti - il padre da una parte, la figlia ormai creasciuta dall'altra, l'ex poliziotto come demiurgo nel mezzo - è purtroppo inficiata da una costruzione meccanica, che antepone il ricercato effetto melodrammatico alla seppur minima verosimiglianza (molti i particolari di sceneggiatura dubbi). Gli attori, privi di eccessivi trucchi, con abiti consapevolmente disadorni e poco appariscenti, non riescono però a ingranare, rimanendo sfocati sullo sfondo, complici anche dialoghi enfatici, poco significativi. Un film indipendente a basso costo che puntava a essere più crudele del Kim Ki-duk di Bad Guy (2001), e che invece non riesce a incidere sui sensi, risultando infine artificioso.

 


paese: Corea del Sud
anno: 2010
regia: Jin Seung-hyeon
sceneggiatura:
attori: Seong Hye-rim (Rosie), Park Eun-soo (Man-soo), Kim Jung-kyun, Kim Min-gi

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