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White: The Melody of the Curse (2011)

Sunday, 11 September 2011 14:42 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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white_0I fratelli gemelli Kim Gok e Kim Sun, nati nel 1978, collaborano da tempo in cortometraggi (Bomb! Bomb! Bomb! era presente in If You Were Me 3) e nella scena indipendente, come per il fantascientifico Geo Lobotomy (2005) e il mystery filosofico Anti Gas Skin (2010), nato dopo il successo del morboso Exhausted (2008), diretto dal solo Gok. White è il loro ingresso nell'arena strettamente commerciale, un horror distribuito dalla potente CJ Entertainment che parte dalla scena musicale pop e approda all'usuale coacervo di maledizioni e morti misteriose.

Le Pink Dolls sono una girl band di scarso successo che lotta per emergere nella estenuante scena coreana. Eun-joo è una ex break dancer, Je-ni una cantante insicura, Ah-rang una cantante ossessionata dalla chirurgia estetica, Sin-ji ha ottima parlantina, ma scarso senso melodico. Quando per puro caso scoprono una videocassetta con registrata una ipnotica canzone, colgono l'occasione e la incidono a loro nome, rilasciandola come singolo. L'attenzione mediatica e dei fan è immediata. Con l'aumentare della notorietà però aumentano rivalità e gelosie, fino a quando una serie di inspiegabili incidenti semina panico e morte nel gruppo. Eun-joo si convince che la canzone sia maledetta e cerca di scoprirne il segreto.
L'equazione alla base di White: The Melody of the Curse è limpida: quattro ragazze avvenenti e in competizione tra loro, il mondo luccicante della musica pop, una oscura minaccia che viene dal passato. Sono presenti tutti gli elementi voyeuristici necessari a incuriosire il target adolescenziale degli horror estivi, a cui si somma una regia nervosa attenta agli scarti cromatici e al montaggio serrato. Nonostante il background indipendente e gli studi in filosofia e letteratura, i fratelli Kim si adagiano però su soluzioni ormai abusate, che si rifanno a certo cinema giapponese con al centro idol e affini. White non ha la forza metafisica di Perfect Blue (Kon Satoshi, 1997), e si accontenta di giocare con stereotipi simili a The Suicide Song (Harada Masato, 2007). Le protagoniste vengono dal mondo che rappresentano nella finzione (una cantante delle T-ara, la solista Mayadoni, ruoli di supporto per alcune componenti delle After School), scatenando uno strano cortocircuito tra realtà ed esagerazioni filmiche. Il film però non esce dai cliché che apparentemente vuole condannare (estetismo esasperato, edonismo individualista, voglia di primeggiare a qualsiasi costo), come negli strutturalmente simili Cinderella (Bong Man-dae, 2006) e Yoga (Yoon Jae-yeon, 2009): glamour, ritocchi estetici, lustrini e riflettori sono caricati fino a diventare l'architrave di sostegno del film, incapace di uscire dall'estetica dell'apparenza che vorrebbe irridere.


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Kim Gok, Kim Sun
sceneggiatura:
attori: Ham Eun-jeong (Eun-joo), Hwang Woo-seul-hye (Soon-ye), Maydoni (Sin-ji), Choi Ah-ra (Ah-rang), Jin Se-yeon (Je-ni), Byeon Jeong-soo, Kim Young-mi (Tae-yong), Kim Gi-bang (manager)



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