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Come Rain Come Shine (2011)

Thursday, 24 November 2011 16:57 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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come_rain_come_shine_0Lee Yoon-ki torna all'analisi di solitudine e quotidianità già presenti nel suo esordio (This Charming Girl, 2004), accompagnandole a una storia su un matrimonio finito. Lavorando per sottrazione e pause contemplative, scava il vuoto intorno ai due protagonisti: ma dove nel precedente My Dear Enemy (2008) riusciva a inscrivere le derive dei personaggi in un microcosmo vivo ed evoluto, qui adotta un minimalismo artsy già mostrato in Ad-Lib Night (2006) e Love Talk (2005), puntando su un'atmosfera d'attesa che monta senza poi esplodere in una direzione precisa. Un cinema del sentire già perfettamente riconoscibile, contraltare del più diretto Hong Sang-soo, che però qui evapora nell'inconsistente.

Ji-seok sta accompagnando la moglie Yeong-shin in areoporto. Durante una normale conversazione, la donna confessa che ha intenzione di lasciarlo, perché ha un altro uomo. Ji-seok risponde con il silenzio. Salto all'ultimo giorno di convivenza, fatto di pioggia persistente e piccoli gesti tranquilli: lei sta imbustando le sue cose, lui vaga per casa sperduto, tra la volontà di farsi notare e la necessità di non essere ingombrante. Tra telefonate, spuntini, cucina e l'irruzione di un cucciolo di gatto, si svolgono nella loro semplicità le ultime ore di una convivenza durata cinque anni.
A partire dal piano sequenza iniziale con inquadratura fissa sull'abitacolo dell'auto, lungo quasi dieci minuti, in cui i due protagonisti parlano con indifferenza di fatti ininfluenti, Lee Yoon-ki riesce a costruire una barriera di incomunicabilità che preannuncia la rottura. Il resto del film, intarsio di gesti meditati e dialoghi che presentano i temi forti solo girandoci intorno, è uno studio quasi in presa diretta di due caratteri forti che cercano di non pensare all'inevitabile, per quanto l'abbiano scelto (lei) e l'abbiano subito con la necessità di mantenere il controllo (lui). Una scelta claustrofobica - a parte un paio di telefonate, gli unici altri attori presenti sono due vicini giunti a cercare il gattino - che però si scompone e sfalda nel suo oltranzismo intransigente: Come Rain Come Shine non costruisce nulla oltre l'intenso long take iniziale, si limita a reiterare, con poesia ma anche qualche spocchia autoriale di troppo, l'evidente sofferenza del distacco. Non bastano lunghe pause a inquadrare mobilio abbandonato e gocce di pioggia sui vetri a costruire senso dell'ineffabile. Soprattutto quando gli attori, per quanto nella logica della presa di distanza dalle emozioni necessitata dalla sceneggiatura, rimangono glacialmente distaccati dai loro gesti così minuziosamente studiati. Im Soo-jeong, una delle sorelle di A Tale of Two Sisters (2003) e protagonista di I'm a Cyborg But That's Ok (2006) e del recente successo Finding Mr. Destiny (2010), e Hyeon Bin, protagonista di Late Autumn (2010), pur nella dimensione dimessa, non riescono a far esplodere la necessaria alchimia di tensioni, rimpianti e sollievo. Il film così rimane una parentesi di apnea che rifiuta di concretizzarsi in uno sguardo di ampio respiro - a parte alcune sequenze magistrali (quella iniziale o l'arrivo della coppia di vicini con la contemporanea telefonata dell'amante, ad esempio).


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Lee Yoon-ki
sceneggiatura: Lee Yoon-ki
attori: Im Soo-jeong (Yeong-shin), Hyeon Bin (Ji-seok), Kim Ji-soo, Kim Joong-ki



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