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Sector 7 (2011)

Saturday, 26 November 2011 16:10 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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sector_7_0Dopo la commedia rurale Mokpo, Gangster's Paradise (2003) e il più impegnato May 18 (2007), Kim Ji-hoon si lancia nella prima megaproduzione in 3D della storia del cinema coreano. E fallisce su larga scala. Visto in 2D il film può anche perdere in spettacolarità, ma rimangono ben evidenti le macroscopiche lacune narrative e produttive che sfiancano anche le migliori intenzioni. Incongrua versione ambientata su una piattaforma petrolifera di Alien (1979), Sector 7 manca di idee, di spunti visivi, è caotico nella presentazione di storia e personaggi, non riesce a integrare attori e ambienti ricreati al computer, lascia alla deriva la creatura mostruosa che avrebbe dovuto esserne lo snodo cruciale. Anche gli incassi sono stati più bassi del previsto - pur se non disastrosi - grazie al passaparola che ha sgonfiato l'hype da pubblicità massiva.

La Corea del Sud cerca di rendersi indipendente dal punto di vista energetico e per questo negli anni ha moltiplicato gli sforzi per trovare il petrolio nelle profondità marine. In contrasto con i superiori, che vorrebbero sbaraccare dopo i continui insuccessi, la cocciuta Hae-joon è invece decisa a continuare a investigare il Settore 7, area in cui decenni prima è misteriosamente scomparso il padre. Le cose si complicano quando alcune morti inesplicabili si abbattono sull'isolata base. Un mostro di origini sconosciute si muove nei corridoi metallici. Jeong-man, vecchio comandante dell'operazione, in carica anche ai tempi del padre di Hae-joon, sembra nascondere un segreto.
Anche lasciando perdere i numerosi tasselli inesplicati (perché una piattaforma petrolifera dovrebbe avere un tasto di autodistruzione? Da dove provengono motociclette e lanciafiamme?), il primo scoglio su cui Sector 7 si infrange è la narrazione, frammentaria, incoerente, che procede per accumulo di cliché abusati e gettati alla rinfusa senza background nella mischia. I protagonisti, al di là di qualche tocco di cameratismo, sono macchine trasparenti, senza storia, non esiste alchimia tra loro, solo meccanici scambi di battute. Ha Ji-won, l'unica che abbia motivazioni palesate e comprensibili, è però impegnata solo a correre e fare smorfie in una imitazione di dura alla Angelina Jolie incongrua nel contesto. E anche il mostro, essere marino mutato e adattatosi all'ambiente aereo, pur graficamente interessante, è una macchina da morte senza qualifiche, ben lontano dalla nostalgia poetica della creatura di The Host (2006), cui pure pare richiamarsi in qualche occasione. Le scene d'azione sono rese legnose dall'ambiente claustrofobico gestito con poca fantasia visiva, mentre le poche inquadrature in esterni sono fiaccate da una cgi mal integrata, con effetto di teatro di posa d'antan. Sector 7 conta solo come capostipite di un possibile trend verso la stereoscopia, ma naufraga nel marasma produttivo, senza possibilità di redenzione.


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Kim Ji-hoon
sceneggiatura: Yoon Je-kyoon
attori: Ha Ji-won (Hae-joon), Ahn Sung-ki (Jeong-man), Oh Ji-ho (Dong-soo), Lee Han-wi, Park Cheol-min, Song Sae-byeok, Cha Ye-ryun, Min Seok



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