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Blind (2011)

Saturday, 10 December 2011 16:16 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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blind_0Secondo lungometraggio di Ahn Sang-hoon dopo l'altalenante horror Arang (2006), sempre nell'alveo dei film di genere: in questo caso si tratta di un thriller formulaico con protagonista una ragazza diventata cieca in seguito a un incidente, vittima delle minacce di un possibile serial killer. Ritmo e costruzione dei personaggi riescono a incuriosire, tenendo desta l'attenzione, salvo un finale scombinato ed esagerato che rovina parzialmente la resa. Gli incassi sono stati comunque lusinghieri.

Min Soo-ah, orfana sin dalla nascita, sta studiando duramente per diventare poliziotta. Nel portare via uno dei ragazzi con cui è cresciuta da un contest di danza a cui non aveva il permesso di partecipare, ha un incidente stradale che la rende cieca e porta alla morte del ragazzo. Alcuni anni dopo Soo-ah vorrebbe rientrare nella polizia, ma la memoria dell'incidente blocca ogni possibilità. Una sera, rientrando verso casa dall'orfanotrofio, sale su quello che crede essere un taxi. Il conducente ha un atteggiamento intrusivo: improvvisamente, sotto un nubifragio, colpisce qualcosa sulla strada, dichiarando si tratti di un cane. Soo-ah è invece sicura sia una persona, che l'uomo nasconde nel bagagliaio. Il guidatore fugge e Soo-ah si reca alla polizia. Dapprima nessuno le bada, ma quando una ragazza è dichiarata scomparsa un poliziotto e un altro possibile giovane testimone, Gi-seob, prendono a seguirla nelle indagini.
Il tema della donna cieca messa di fronte a una minaccia che non può vedere è stato utilizzato miriadi di volte al cinema, dal passato di Gli occhi della notte/Wait Until Dark (Terence Young, 1967) e Terrore cieco/Blind Terror (Richard Fleischer, 1971) ai più recenti Gli occhi del delitto/Jennifer Eight (Bruce Robinson, 1992) e Occhi nelle tenebre/Blink (Michael Apted, 1994), fino a The Village (M. Night Shyamalan, 2004), in una accentuazione di quella fragilità della "donna in pericolo" che evidentemente intriga un certo sguardo maschile, prestandosi al contempo a variazioni teoriche sulla valenza dello sguardo e di ciò che è visto/viene mostrato. Ahn Sang-hoon non ha però pretese metacinematografiche, quel che gli interessa è approntare un meccanismo della suspence in grado di coinvolgere gli spettatori. Per buona parte del film il gioco di rivisitazione funziona, grazie anche a una fotografia virata su colori scuri e spenti e al coinvolgimento degli attori, dalla trattenuta Kim Ha-neul (specializzata in commedie come My Tutor Friend o mélo come Ditto o Almost Love) all'imbronciato e riottoso Yoo Seung-ho (il bambino di The Way Home, ormai cresciuto). Con il riordino degli indizi e l'individuazione del colpevole Blind scivola però nei cliché più deleteri del genere, con uno showdown finale protratto, poco credibile e sopra le righe, in contrasto con quanto mostrato in precedenza, per quanto girato con perizia e attenzione al montaggio, sempre calibrato. Un buon film di genere che sembra aver paura di svicolare dalla formula standardizzata su cui si basa il soggetto.


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Ahn Sang-hoon
sceneggiatura: Choi Min-seok
attori: Kim Ha-neul (Min Soo-ah), Yoo Seung-ho (Gi-seob), Jo Hee-bong (detective Jo), Yang Yeong-jo (Myeong-jin), Kim Mi-kyeong, Park Choong-seon



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