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Arrow, the Ultimate Weapon / War of the Arrows (2011)

Saturday, 10 December 2011 18:29 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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arrow_ultimate_weapon_0Il maggiore incasso dell'anno in Corea, dopo il sorpasso ai danni dell'inatteso successo Sunny, è un'avventura storica dal forte retrogusto nazionalista. Un film d'azione dal soggetto risicato sorretto da una messa in scena maestosa, che trasforma in epica ogni gesto e sguardo, gonfiando a dismisura i sentimenti grazie al montaggio serrato e alla frenesia della macchina da presa. Dopo il mystery con risvolti da commedia Paradise Murdered (2007) e il thriller Handphone (2009), Kim Han-min consolida la sua posizione nell'industria coreana e relega blockbuster annunciati come Sector 7 e Quick alle retrovie.

Arrow, the Ultimate Weapon parte da un contesto storico preciso, che è solo accennato nel film e fa da sfondo non troppo essenziale, ma è ben presente agli spettatori coreani: nel 1623 una rivolta depone re Gwanghaegun a favore di re Injo, con posizioni vicine al regno Ming, in opposizione ai Manchu/Qing. Nel 1624 una ribellione guidata da Yi Gwal tenta di deporre il nuovo re, ma è spezzata nel sangue. Questo episodio facilita la prima invasione mancese, nel 1627: l'orda mongola avanza senza grandi resistenze e ottiene la firma di un trattato restrittivo, ritirandosi. A nove anni di distanza, nel 1636, però, considerato l'atteggiamento irrequieto della corte coreana, avviene una seconda invasione mancese, dalle conseguenze più nefaste, con la sottomissione del regno ai Qing, che dura sostanzialmente fino al 1894.
Kim Han-min sfrutta il turbolento passaggio storico per raccontare di un manipolo di coraggiosi coreani che si batte, vittoriosamente, contro gli invasori mongoli durante la seconda invasione: la prospettiva storica (la resa della Corea) è dunque eclissata dall'episodio di riscatto singolo narrato. Nam-yi, orfano ed esperto arciere, che ha ricevuto il compito di vegliare sulla sorella Ja-in dal padre morente quando ancora erano piccoli, acconsente al matrimonio di quest'ultima con Seo-goon, primogenito della famiglia che li ha accolti. Il giorno della cerimonia, però, un drappello di truppe Manchu guidate dal ferale arciere Sinta, irrompe nel villaggio e rapisce Ja-in e Seo-goon, insieme a molti altri. Nam-yi, che si trovava fortuitamente nei boschi e si ritrova dunque libero, inizia uno spregiudicato inseguimento che si trasforma in una guerra personale tra lui e Sinta.
Arrow, the Ultimate Weapon, inizialmente noto come War of the Arrows, non pone mistero della sua natura stretamente action: Kim Han-min non indulge nei dettagli e si lancia a capofitto nell'inseguimento che occupa buona parte del film, insistendo tanto sulla barbara brutalità degli invasori quanto sull'ardito valore dei coreani. La ripartizione dichiaratamente manichea non favorisce l'approfondimento dei caratteri, abbandonati infatti sullo sfondo in favore di scontri ripetuti nello stile della guerriglia, in cui Nam-yi riesce a sbaragliare gli oppressori grazie all'ingengo e alla bravura con l'arco - più corto ma altrettanto efficace rispetto ai temibili strumenti di morte mongoli. Il crescendo dello scontro è accompagnato da una sempre più smaccata retorica patriottica, che tuttavia non distoglie dalla funzione principale di intrattenimento. L'enfasi posta su Nam-yi, ritratto con accanimento da Park Hae-il, finisce col nuocere all'equilibrio del film, che propende spesso per l'inverosimile (come nel farraginoso piano per liberare Ja-in dall'accampamento). Tra frenetiche carrellate tra gli alberi e primissimi piani di particolari a sottolineare i dettagli dell'uso dell'arco, non sempre verosimili o storicamente attendibili, Kim Han-min compone un film scorrevole e compatto, senza tuttavia riuscire a convincere. Arrow, the Ultimate Weapon ha un ritmo invidiabile, ma davvero poca sostanza a sorregerne la retorica.


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Kim Han-min
sceneggiatura: Kim Han-min
attori: Park Hae-il (Nam-yi), Ryoo Seung-yong (Sinta), Kim Moo-yeol (Seo-goon), Moon Chae-won (Ja-in), Lee Han-wi (Gap-yong),m Kim Goo-taek (Kang-doo), Park Ki-woong (Reu-gon), Lee Kyeong-yeong (Moo-seon), Lee Seung-joon (Wan-han), Lee Jae-goo (Hoo-man)



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