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Head (2011)

Sunday, 18 December 2011 23:59 Stefano Locati Film - Corea del Sud
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head_0Cho Un, al suo esordio nella regia, adotta il più plateale dei MacGuffin per vivacizzare un thriller d'azione che contrappone una giornalista tenace a un becchino/trafficante d'organi senza rimorsi. Il meccanismo scatenante della debordante caccia all'uomo incrociata è infatti il possesso della testa di un famoso scienziato coreano, depredata dal cadavere prima che giungesse al cimitero: i motivi di questo interesse rimangono piuttosto indefiniti, per quanto vengano sommariamente riassunti a metà pellicola, e tutto considerato ininfluenti. A importare è la sarabanda di contraccolpi e imprevisti che la spasmodica ricerca crea. La struttura mantiene un ottimo ritmo fino al finale, ma la seconda parte perde di vista la parvenza di verosimiglianza precedente e accentua toni esacerbati, fino a scivolare nel grottesco.

Hong Joo è una giornalista televisiva relegata suo malgrado al gossip. Mentre è appostata fuori dalla casa di una starlette, per ottenere un'intervista esclusiva, riceve la telefonata dello scombinato fratello minore, che le parla confusamente di una testa in una scatola. Il ragazzo, che disobbedendo agli ordini della sorella ha trovato lavoro come pony express, ha infatti scoperto che in uno dei pacchi in consegna è contenuta una testa mozzata. Richiamato alla centrale operativa, trova ad attenderlo Baek Jeong, serafico operatore funerario deciso a impossessarsi del pacco a qualsiasi costo. L'uomo cattura il ragazzo e ricatta Hong Joo perché recuperi e gli consegni la testa entro un'ora. La giornalista chiede l'aiuto del collega Hong-je, che si stava occupando della morte dello scienziato. L'enigma della testa trafugata nasconde un'organizzazione a delinquere intenzionata a proteggere i propri interessi commerciali.
Head unisce blandamente le cronache più nere e le leggende metropolitane sul traffico d'organi illegale, ma non propone un'analisi sociale del fenomeno, bensì si limita a sfruttare il contesto come semplice pretesto per una rincorsa di inseguimenti e minacce esponenziali, in una escalation che trasforma Hong Joo e Baek Jeong in due diabolici titani insensibili al dolore e al buon senso. L'obiettivo di tanto industriarsi da parte del villain rimane in qualche modo sproporzionato rispetto ai mezzi dispiegati, ma il progressivo massacro cui si sottopongono i due antagonisti rimane efficace e gustoso in termini di intrattenimento primario. Cho Un ha un buon controllo dei tempi, tanto nei momenti più concitati che nelle pause comiche, e questo rende i personaggi simpatici e impertinenti - dal fratello e il suo carceriere che bisticciano sui noodles, alle incomprensioni tra la giornalista e il suo collega, che in passato potrebbero anche aver avuto una storia. L'idea di base è però stirata in troppe direzioni e - nonostante l'impegno di Park Ye-jin, una delle studentesse di Memento Mori (1999), qui ruvida e determinata, e Baek Yoon-sik, caratterista poliedrico e spesso taciturno, come in Art of Fighting (2005) - la tensione si sfilaccia, perdendo colpi. Head lascia così l'impressione di canovaccio interessante, girato con coinvolgente perizia, rimasto però a uno stadio di lavorazione embrionale.


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Cho Un
sceneggiatura: Cho Un
attori: Park Ye-jin (Hong Joo), Baek Yoon-sik (Baek Jeong), Ryoo Deok-hwan (Sin Hong-je), Oh Dal-soo (professore Kim), Danny Ahn (Kang Seung-wan), Park Yeong-seo (Yong-i)



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