404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Corea del Sud Barbie (2011)

Barbie (2011)

Tuesday, 07 February 2012 13:42 Stefano Locati Film - Corea del Sud
Print

barbie_0Lee Sang-woo non ha paura di tirare pugni nello stomaco, anzi sembra farlo in modo programmatico, tenendo al centro un discorso sull'implosione del nucleo familiare. Dopo il ritratto abusivo padre-figlio di Tropical Manila (2008) e quello livido dei genitori nel dittico Father is a Dog (2010) e Mother is a Whore (2010), Barbie si concentra su una coppia di sorelle ancora bambine, figlie di un uomo con ritardi mentali, pronte a essere vendute sul mercato nero a uno statunitense, con la complicità dello zio. Ne emerge un universo opprimente di povertà e disperazione, senza futuro, che all'innocenza di sguardo del mondo infantile oppone lo spietato nichilismo degli adulti. Lee non sovraccarica artificiosamente la tensione, anzi stempera lo sguardo con parentesi quotidiane di estrema dolcezza, e questo non fa altro che rendere ancora più insopportabili gli affondi.

La piccola Soon-yeong si occupa da sola della casa e della famiglia. Suo padre ha dei disturbi mentali, la sorella, persa nel suo mondo di sogni, ha problemi di salute, mentre lo zio non pensa ad altro che ai soldi. Nella loro vita entra un uomo occidentale, in viaggio in Corea con sua figlia Barbie, più o meno della stessa età di Soon-yeong. Le due bambine creano un legame istintivo, che non necessita di parole, mentre gli adulti contrattano per uno scambio: Soon-yeong sarà data in affidamento alla famiglia dell'uomo in cambio di soldi, perché possa vivere una vita felice. Quella che sembra una semplice adozione illegale ha però dei contorni molto più drammatici.
Barbie costruisce il suo nucleo narrativo sul destino incombente di Soon-yeong, costretta ad affrontare l'ignoto e a vedere comunque frantumate le sue illusioni qualsiasi cosa tenti di fare. Il destino fagocita ogni possibile lieto fine, non presentando scampo, perché quella contro la disumanizzazione dei rapporti interpersonali, sembra voler dire Lee, è una lotta impari, persa già in partenza in un mondo in cui si è disposti a tutto pur di alleviare il proprio dolore, anche a discapito di altri. Una disumanizzazione che, in modo ossessivo, ha al centro la famiglia, i suoi rapporti di forza, che si riversano contro gli snodi più deboli, cancellando di fatto la spensieratezza dell'infanzia. Una visione plumbea, priva di spiragli redentori, che diviene soffocante in contrasto con una visione idilliaca della vita per come è pubblicizzata (come ben rappresenta l'infantile infatuazione della sorella di Soon-yeong per tutto ciò che è americano). Dopo l'intenso A Brand New Life (2009) e il violento The Man from Nowhere (2010), la baby attrice Kim Sae-ron conferma l'insolita intensità della sua recitazione istintiva, con una predilezione per ruoli difficili, come visto anche in I Am a Dad (2010). Film indipendente a basso costo, Barbie soffre della struttura più debole della seconda parte, quando il destino delle bambine diventa chiaro, ma rimane un esercizio di stile senza compromessi degno del migliore Kim Ki-duk (non deve essere un caso che Lee abbia lavorato sui set di Breath e Time).


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Lee Sang-woo
sceneggiatura: Lee Sang-woo
attori: Kim Sae-ron (Soon-yeong), Kim Ah-ron, Lee Cheon-hee (Mang-taek), Cat Tebo (Barbie)



Dim lights Embed Embed this video on your site

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook