Woodsman and the Rain, The (2012)

woodsman_and_the_rain_0La tranquilla routine del silenzioso boscaiolo Katsu viene turbata da una troupe cinematografica, che necessita del suo aiuto per girare nella foresta un horror a basso costo. Dapprima diffidente, quindi curioso e infine totalmente coinvolto, Katsu scoprirà un'inaspettata propensione per il cinema, dedicandosi anima e corpo alla riuscita del bizzarro progetto.

Gli esempi del passato sono illustri e il tema dell'uomo comune che entra in contatto con il mondo del cinema e ne carpisce i meccanismi ben prima degli addetti ai lavori è tutt'altro che innovativo; ma questo Okita Shuichi lo sa e lo mette in chiaro sin dalle prime battute, a partire da quell'incipit in cui il boscaiolo e l'uomo di cinema ingaggiano un dialogo surreale, già indicativo della direzione intrapresa. Non è quel che si dice, ma il come lo si dice a contare, ancora una volta, nell'antica arte nipponica del nitrato d'argento. 
Percorrendo assai timidamente la strada dell'approfondimento psicologico dei personaggi e ritraendosene ben presto, Okita mostra indubbiamente qualche limite in questo senso, suo e della sceneggiatura di Moriya Fumio (Underwater Love), ma nel contempo rafforza l'intento di The Woodsman and the Rain, che è chiaramente altro, ossia quello di scorrere leggero come una brezza nella boscaglia e regalare innanzitutto sorrisi. Inevitabili quando il cinema viene punzecchiato amabilmente, rivelando vizi e virtù delle avventurose riprese di una pellicola horror dal budget bassissimo.
 Un atto di amore verso il cinema che non può fare a meno di levarsi qualche sassolino dalla scarpa, mettendo in scena le insicurezze di un regista e la sostanziale lontananza dalla realtà dei cinematografari, salvati dal rozzo ma solido pragmatismo del boscaiolo Katsu. Okita rallenta appena prima di rendere meno sostenibile il cliché insito nel “messaggio”, indugiando in gag memorabili – irresistibile la prima interpretazione di Katsu come zombi – e affidandosi completamente a uno dei migliori attori della sua generazione, l'incredibile Yakusho Koji (L'anguilla, Cure), duttile come nessun altro per generi e capacità di cambiare registro.
Dove The Woodsman and the Rain regala quel qualcosa in più è in un finale in cui si fa strada un lirismo che rimanda all'ultimo indimenticabile Imamura Shoei - dove il protagonista fisso era, non a caso, Yakusho Koji - e alla sua incredulità di fronte al misterioso potere della natura. Come un balsamo lenitivo per gli affanni da cinema engagé.


paese: Giappone
anno: 2012
regia: Okita Shuichi
sceneggiatura: Okita Shuichi, Moriya Fumio
attori: Yakusho Koji (Katsuhiko), Oguri Shun (Koichi), Yamazaki Tsutomu, Ibu Masato, Kora Kengo, Usuda Masami