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Cobalt Blue (2009)

Tuesday, 04 September 2012 11:09 Stefano Locati Film - Giappone
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cobalt_blue_0Dal romanzo Gunjou di Miyagi Ayako, un dramma sentimentale giovanile d'impostazione classica, con ritmi ricercatamente soffusi e l'incedere ultra-tragico. Ambientato su una piccola isola soleggiata nei pressi di Okinawa, caratterizzata da una natura rigogliosa e insondabile, racconta la sofferta storia d'amore tra due ragazzi e una ragazza, seguendoli da prima della nascita, quando i futuri genitori della ragazza si conoscono, alla soglia dei vent'anni. Alla ricerca dell'espressione nostalgica e fatua dell'amore puro, Nakagawa Yosuke finisce però con l'esagerare, esasperando i toni al parossismo, fino a saturare i sensi, con effetto involontariamente caricaturale.

Ryuji è un giovane pescatore. Un giorno accanto a casa sua si stabilisce una famosa pianista, in vacanza forzata per riprendersi da una malattia. I due si innamorano e presto si sposano, dando alla luce Ryoko. La pianista muore poco dopo, ma Ryoko cresce circondata dall'affetto del padre e dall'amicizia di due bambini nati lo stesso anno, Daisuke e Kazuya. I tre, gli unici bambini dell'isola, crescono insieme come fratelli, fino a quando Daisuke non annuncia di volersi trasferire, per proseguire gli studi universitari, e Ryoko non rivela di voler diventare infermiera. Messo alle strette, sul punto di rimanere solo sull'isola per diventare un semplice pescatore, Kazuya dichiara il suo amore nei confronti della ragazza, ricambiato. Daisuke, che provava identici sentimenti, si ritira in silenzio. Ma il destino è pronto a sottrarre la felicità a Ryoko.
Narrato in voice over da uno dei protagonisti, diviso in tre capitoli tematici, circonfuso dalla bellezza avvolgente e intensa dei colori primari degli scenari (il blu del mare e del cielo, il verde della vegetazione), Cobalt Blue punta a un'eleganza evanescente che trasferisca per immagini il dolore esistenziale di amori destinati a frantumarsi contro morti premature. I lunghi silenzi, le inquadrature simboliche e le reazioni composte ma spropositate alle avversità trascendono però la compassata volontà di trasporre i sentimenti in qualcosa di palpabile, per arenarsi nel manierismo legnoso, che vincola la libertà espressiva degli attori in uno spleen di facciata, vuoto. Nakagawa Yosuke - dopo il passaggio al festival di Berlino del precedente Starlit High Noon (2005), sempre ambientato dalle parti di Okinawa, con puntate a Taipei - si lascia prendere la mano da frivolezze estetizzanti, privando la narrazione di un centro focale forte in cui gli spettatori possano identificarsi.


paese: Giappone
anno: 2009
regia: Nakagawa Yosuke
sceneggiatura: Nakagawa Yosuke, Itakura Makoto, Shibuya Yu
attori: Nagasawa Masami (Ryoko), Fukushi Seiji (Daisuke), Rachi Shinji (Kazuya), Sasaki Kuranosuke (Ryuji), Tanaka Misato (Yukiko), Doguchi Yoriko, Hatkeyama Miyuki, Imai Kiyotaka



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